Galileo usava uno pseudonimo per le prime opere astronomiche: "giallo" risolto

La scoperta è stata fatta da Matteo Cosci dell'Università Ca' Foscari di Venezia

Mercoledì 28 Settembre 2022 di Redazione Web
Galileo Galilei
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PADOVA - È stata attribuita a Galileo un'opera dalla paternità incerta scritta sotto pseudonimo. Lo ha scoperto Matteo Cosci, del Dipartimento di Filosofia e Beni Culturali dell'Università Cà Foscari Venezia e le prove sono conservate nella Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze.

Si risolve così la dibattuta attribuzione a Galileo Galilei del trattato "Considerazioni Astronomiche di Alimberto Mauri" (1606) e la pubblicazione, che all'epoca venne accolta come pseudonima senza che l'identità dell'autore venisse mai accertata, può ora essere confermata come un'autentica opera di Galileo. Cosci ha scoperto le prove nei manoscritti catalogati come «Gal. 42», fra i quali ci sono i primi abbozzi del trattato galileiano «Delle cose che stanno su l'acqua». Qui son raccolte anche note di lavoro che appartengono a periodi e temi diversi, come alcuni riferimenti all'interpretazione della cosiddetta «stella nova» del 1604 in disaccordo con l'interpretazione datane all'epoca dal filosofo fiorentino Lodovico delle Colombe.

Queste carte vennero raggruppate insieme ad altre che avevano lo stesso avversario polemico, ma non il medesimo oggetto di disputa. Cosci le ha individuate mentre procedeva a raccogliere tutte le note manoscritte di Galileo relative alla disputa sulla stella nova. Il fatto dunque che Galileo si consideri attaccato là dove si attacca Alimberto Mauri conferma che Mauri fosse lo pseudonimo di Galileo Galilei. In altre parole, è Galileo stesso a confermare in questa sua nota privata di essere l'autore dietro lo pseudonimo. Nel complesso, dunque, i documenti autografi rinvenuti da Matteo Cosci risultano ad oggi l'unica evidenza documentaria autentica in favore dell'attribuzione delle Considerazioni Astronomiche a Galileo.

Ultimo aggiornamento: 18:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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