E' morto Nichi D'Amico, papà di Srt: il più grande radiotelescopo italiano

Martedì 15 Settembre 2020
ll professor NIchi D'Amico

Due isole nella sua vita: la Sicilia (era nato a Palermo il 28 giugno 1953 ) e la Sardegna, dove ha concluso la sua esistenza all'età di 67 anni. 
Nicolò (Nichi) D' Amico, astrofisico e  presidente dell'Inaf, è morto improvvisamente a Cagliari dove ricopriva anche l'incarico di professore ordinario di astrofisica presso il Dipartimento di Fisica della locale università.
Una esistenza dedicata alle stelle, alla radiastronomia e, soprattutto, alla realizzazione del più grande e potente radiotelescopio italiano: Srt (Sardinia Radio Telescope) dislocato nel Sud dell'Isola

D'amico guidava l'Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) dal 2015. La carica gli era stata confermata nel dicembre scorso. La sua morte, improvvisa e prematura, lascia un vuoto nella ricerca astrofisica italiana. 

Le reazioni
Sconcerto e dolore tra il personale dell'Istituto, che ha la sua sede centrale a Roma a l Parco Mellini di Monte Mario, per la prematura dipartita dello scienziato.
«Solo fino a ieri parlavamo della scoperta della fosfina nelle nubi di Venere -commenta sconsolato Marco Galliani, capo ufficio stampa dell'Inaf-, è un fulmine a ciel sereno, non sappiamo davvero cosa pensare, siamo tutti attoniti».
Sulla stessa lunghezza d'onda il commento di Antonio Zoccoli, presidente dell'Infn (Istituto nazionale di Fisica nucleare): «Sono profondamente addolorato per la prematura scomparsa del collega e amico Nichi D’Amico, scienziato appassionato, sagace e vivace- scrive Zoccoli-. La comunità scientifica nazionale e internazionale dell’astrofisica perde con lui un suo punto di riferimento importante. I nostri due Istituti, l’INAF e l’INFN, sono ormai da molti anni stretti collaboratori nelle principali imprese scientifiche a livello mondiale per lo studio del cosmo. Questo mi aveva offerto l’opportunità di conoscere Nichi, con cui è sempre stato molto stimolante e utile confrontarsi, non solo sui temi scientifici sui quali i nostri Istituti erano impegnati, ma anche sul presente e sul futuro della ricerca scientifica italiana. È stato per me un piacere poter condividere con lui idee e programmi, e la soddisfazione per i grandi risultati raggiunti dai progetti condivisi.
Esprimo -conclude- il più sincero cordoglio da parte mia e di tutta la comunità dell’INFN.
Grazie, Nichi, è stato un piacere e un privilegio collaborare con te».

Il progetto più ambizioso
Nella lunga e prolifica attività di scienziato, probabilmente il progetto che più lo aveva appassionato, era stato la realizzazione del Sardinia Radiotelescope.

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Ci aveva messo anima e corpo. Aveva dato tutto su stesso anche quando il progetto, per mancanza di fondi, rischiava di naufragare. La più grande soddisfazione poi l'inaugurazione dell'impianto, avvenuta il 30 settembre del 2013.

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Un ricordo personale
Chi scrive lo ha conosciuto proprio in quella fase così delicata. Erano anni difficili e il radiotelescopio, per mancanza di fondi, rischiava l'empasse. Partii con l'aereo da Roma perchè ci eravamo dati appuntamento in Sardegna per un'intervista. Lo chiamai e non fece nessun problema: «Prego mi venga a trovare qui». Non ci pensai due volte e qualche giorno dopo partii alla volta dell'isola.
Ci dovevamo vedere proprio in quel remoto e isolato angolo della Sardegna che doveva ospitare il gigante della radioastronomia. Arrivai a Pranu Sanguni, un'area del Comune di San Basilio, sperduta sui monti, dove non c'era praticamente nulla: solo mucche, boschi, il capannone del cantiere e la "buca" dove doveva essere piazzato lo strumento scientifico. 
Ci incontrammo proprio all'interno del capannone mentre fuori iniziò una specie di tempesta che ci costrinse a rimanere all'interno qualche oretta. L'intervista andò a gonfie vele ed ebbi modo di apprezzare la gentilezza, la disponibilità e la preparazione di un signore di altri tempi.

Ultimo aggiornamento: 16 Settembre, 12:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA