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Il trio di Andy Sheppard disegna i nuovi itinerari europei del jazz

Venerdì 11 Marzo 2022 di Gianpaolo Bonzio
Il trio di Andy Sheppard al Candiani

MESTRE - È un’immagine confortante sullo stato di salute del jazz europeo quella che emerge da nuovo trio di Andy Sheppard. In un centro Candiani tutto esaurito, altro buon segnale, il sassofonista inglese ha delineato un nuovo itinerario del jazz contemporaneo. Un tragitto che punta soprattutto su una dimensione quasi da camera della musica di matrice neroamerica con il sax del compositore che si muove su frasi scarne, dense di un lirismo avvincente, quasi sempre imperniate su brevi e delicati fraseggi.

Non a caso per immergersi su un terreno di questa natura ha scelto due musicisti che hanno fatto dell’essenzialità la propria cifra stilistica. La pianista romana Rita Marcoutilli ha fatto emergere sopratutto il suo linguaggio a tratti classico in un contesto non sempre agevole. «Si tratta di nuove composizioni scritte da Andy Sheppard durante il lockdown del 2021 - ci spiega un po’ provata a fine concerto -, spesso brani complessi da eseguire».

Ma l’impatto di una musica così ricercata non ha mancato di emozionare il folto pubblico del Candiani rimasto entusiasmato da una musica di tale raffinatezza. Altra sorpresa è stata la prova maiuscola del contrabbassista svedese Anders Jormin che ha rafforzato le creazioni dei due solisti. Il linguaggio di Jormin si è delineato soprattutto nel celebre trio del pianista connazionale Bobo Stenson, non a caso un altro elemento di spicco del jazz europeo. 

Richiamato sul palco per gli immancabili bis, Sheppard ha concluso con il suo inconfondibile respiro a metà tra innovazione ed effetti vellutati in chiaroscuro. Un’esperienza, quella di questo nuovo trio, che presto potrebbe dar vita anche un album per l’etichetta tedesca Ecm.
 

Ultimo aggiornamento: 16:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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