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Gianpaolo Bonzio
SUONI SPARSI di
Gianpaolo Bonzio

Tagliapietra racconta quando le Orme
traevano ispirazione a Tambre

Sabato 25 Giugno 2022
Aldo Tagliapietra

«Francamente non riesco a capire come possa ancora muoversi in quel modo. Mick Jagger ha un anno più di me e davvero lo invidio da matti».
Aldo Tagliapietra, 77 anni, in questi giorni è in tour per celebrare i 50 anni di uno storico album delle Orme “Uomo di pezza” che ha segnato un capitolo decisivo nella storia della band veneziana. Il bassista si esibirà domenica 26 giugno 2022 all’Arena di Montemerlo in provincia di Padova (prevendita su www.mailticket.it, apertura biglietteria alle 20 inizio spettacolo 21.30) e per l’occasione, oltre ai brani più famosi della band che lo ha reso celebre a livello internazionale, riproporrà tutte le canzoni dell’album del 1972. Al suo fianco Matteo Ballarin, Andrea De Nardi, Manuel Smaniotto e Andrea Lion. «Se quando abbiamo avviato le registrazioni - racconta Tagliapietra - ci avessero detto che dopo 50 anni il disco sarebbe stato ripubblicato, in vinile e anche a colori, penso che non ci avremmo mai creduto. E invece l’operazione, anche grazie ad una bella confezione, sta funzionando».
Cosa ricordi di quell’esperienza arrivata dopo un altro disco importante come “Collage”?
«Per quel disco ci avevano fatto andare in un piccolo studio con un impianto che mi pare avesse solo 8 piste. In questo caso, invece, la lavorazione avvenne a Milano in un ex teatro privato che, ci avevano raccontato, prima di essere rilevato dalla Polygram era appartenuto a Benito Mussolini. Era un mondo molto diverso rispetto ad oggi».
Come lavoravate?
«Diciamo che in Veneto cercavano l’ispirazione, ricordo che andavamo in montagna a Tambre per meditare e poi andavamo a Milano in studio. Tanti pezzi li preparavano direttamente a casa».
Uno dei vostri più grandi successi, “Gioco di bimba” tratto proprio da questo “Uomo di pezza”, sembra ispirato dal folk inglese.
«Si, ha una struttura folk e il brano era stato proposto da Toni Pagliuca. Ci abbiamo lavorato un po’ ed è venuta fuori quella che io ho sempre chiamato “una ballatina” che è rimasta per ben 9 mesi in classica tra i brani più venduti. Anche il testo lo ha scritto Toni e raccontava, in maniera molto velata, la vicenda di una violenza su un minore tratta da un articolo di giornale. Purtroppo, anche dopo tutti questi anni, queste tematiche caratterizzano la nostra quotidianità. Insieme ad “Amico di ieri” rimane uno dei brani più conosciuti delle Orme».
Che mondo era quello del 1972?
«Erano stati introdotti nuovi strumenti, come il sitar o l’arpa celtica, e c’era un grande fermento. La cosa che non mi è mai piaciuta, però, è che se un gruppo aveva un po’ di successo spesso veniva criticato da una parte del pubblico e da alcuni addetti ai lavori. Ricordo che nei concerti ci applaudivano sempre, poi iniziavamo le prime note di “Gioco di bimba” è venivamo accusati di tradimento».
Come ti spieghi le ristampe di dischi in vinile così datati?
«I giovani sono attratti dai vinili e vogliono scoprire la musica di 50 anni fa, vogliono conoscere il passato. Ma penso anche che quella musica, a differenza di molte recenti produzioni, veniva da artisti molto preparati e, soprattutto, c’erano tante idee. Anche in un solo brano c’erano più intuizioni».

Ultimo aggiornamento: 14:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA