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Passioni e solitudini di Alessandra Graziottin

I numeri e la scienza spiegano perché il vaccino è doveroso

Quanti italiani sono colpiti ogni anno da condilomi, lesioni precancerose e cancri molto aggressivi causati dai Papillomavirus (HPV)? Moltissimi: 130.000 donne e 80.000 uomini sono colpiti annualmente da condilomi genitali (causati da HPV 6 e 11), patologie che, seppur benigne, richiedono esami e terapie laser o chirurgiche, ripetute e dolorose, soprattutto nella donna. 4.400 donne hanno ogni anno nuovi carcinomi al collo dell'utero, vagina, vulva, ano e bocca e oltre 2.000 uomini hanno nuovi casi di carcinomi della bocca e gola, ano-rettali e del pene, causati dagli HPV oncogeni (i ceppi HPV 16 e 18 sono i più pericolosi). Gli HPV causano anche infertilità maschile, per lesioni degli spermatozoi.

A fronte di lesioni così frequenti e serie, la sicurezza e i vantaggi dei vaccini, e i loro eventuali effetti avversi, vanno valutati in scienza e coscienza. I vaccini antivirali umani funzionano così: per immunizzarci, ossia per costruire anticorpi, si inietta un microrganismo (di cui si è attenuato il codice genetico, rendendolo inoffensivo come nel vaccino contro l'epatite o la rosolia) oppure solo parti del capside o capsula cellulare, eliminando dal vaccino il codice genetico, come è il caso dell'HPV. Questo codice DNA, acido desossiribonucleico, nell'HPV; oppure RNA, acido ribonucleico, per esempio nel morbillo o nella rosolia è la libreria-progetto con le informazioni che consentono al virus di infiltrarsi nel nostro codice genetico modificandone l'azione. Nel caso di virus oncogeni, come l'HPV, il DNA virale fa deviare in senso tumorale le cellule colpite.

Quando si inietta un vaccino, le particelle immunizzanti (virus attenuati o parti del capside) sono riconosciute dal nostro sistema immunitario e stimolano la produzione, da parte dei nostri soldati di difesa (i linfociti), di anticorpi, proteine in grado di riconoscere il germe verso cui sono state prodotte e neutralizzarlo, qualora entri in contatto con il nostro corpo. Il vaccino contro il Papillomavirus è sicuro perché non contiene il DNA virale, il codice genetico del virus, ossia il suo motore. L'antigene, la sostanza che viene iniettata nel nostro corpo col vaccino per stimolare la difesa immunitaria con nuovi anticorpi, è una proteina (L1) del capside, del solo rivestimento del virus, della sua carrozzeria. Questa proteina non ha alcuna capacità infettante né dannosa, poiché non contiene DNA. Si comporta da vero e proprio numero di targa, che consente poi all'organismo di individuare, fra oltre 100 ceppi, ossia HPV cugini, i virus 6 e 11, che causano il 90% dei condilomi, e i ceppi 16 e 18, che causano il 70% dei carcinomi.
Il vaccino può causare transitori effetti avversi di tipo allergico: rinite, arrossamento o lieve dolore nella sede dell'iniezione, breve febbricola, o cefalea causati dagli eccipienti, ossia le sostanze (quali le proteine dell'uovo) presenti nel vaccino. Resta controverso il possibile rapporto causale con rarissime reazioni autoimmuni o nervose (meno di 1 su 100.000 adolescenti vaccinate), per iper-reattività agli eccipienti del vaccino.
Conosco bene il Papillomavirus e le malattie che provoca: mi sono specializzata in oncologia, nel 1985, con una tesi clinico-sperimentale sulla cura delle lesioni precancerose causate dagli HPV oncogeni. Da allora curo donne colpite da condilomatosi oppure operate di isterectomia radicale, e trattate con chemio e radioterapia, per carcinomi genitali invasivi causati dagli HPV oncogeni: donne con una salute devastata, la vita sessuale demolita e un rischio concreto di non sopravvivere. Per questo sono raggelata dalla superficialità con cui si demonizzano vaccini che possono proteggerci e salvarci la vita. Cos'è una febbricola transitoria, o un po' di arrossamento nella sede del vaccino, rispetto a una protezione essenziale per la salute?
Cari genitori, esistono molte forme di terrorismo: quello contro i vaccini, ideologicamente distorto, è tra le più inquietanti. Epidemie gravi e mortali sono state debellate grazie ai vaccini. Basta riguardare un po' di storia, per capirlo. Ma gli umani hanno la memoria breve e un giudizio più emotivo che razionale: un caso di effetto avverso serio condiziona più di milioni di vite salvate.

Lunedì 24 Aprile 2017, 15:51
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