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Passioni e solitudini di Alessandra Graziottin

La finzione nella coppia non è come nei bei film

Compie trent'anni lo spassoso Harry ti presento Sally. Memorabile la divertente scena dove la protagonista simula un orgasmo tra sussurri e grida imperiali... seduta al ristorante con l'amico. Scena che ha fatto ridere l'universo. Una finzione retaggio del passato? Macché. Ancora oggi molte donne fingono di avere l'orgasmo vaginale durante il rapporto sessuale. In realtà ce l'ha solo il 48% circa delle donne. Queste fortunate hanno un vantaggio biologico: il famoso punto G, residuo embrionale della prostata, che nelle donne si trova sulla parete vaginale anteriore.

Siccome è un residuo embrionale, può essere molto o poco sviluppato, o quasi assente. Chi ce l'ha, ha un potenziale di piacere in più. Il 90% delle donne raggiunge invece facilmente il piacere con la stimolazione, propria o altrui, dei genitali esterni. Quel 52% che non ha il piacere vaginale può sconfortare. Va subito alleggerito della quota indotta da un problema del partner. La causa maschile più trascurata di anorgasmia vaginale è infatti l'eiaculazione precoce, che colpisce il 25-30% degli uomini. Almeno un terzo delle donne non ha una stimolazione adeguata nel rapporto, perché lui è troppo veloce. Per amor di quieto vivere, almeno nei primi tempi lei finge, per non ferirlo. Poi si arrabbia, perché la gran parte degli uomini con questo problema non cerca terapie adeguate. In questo caso lui è l'induttore del sintomo, lei la portatrice di un problema causato da lui. Chiaro che è lui che dovrebbe curarsi in tal caso, non lei. Le cure ci sono, tra cui uno spray facile da usare, a base di lidocaina e prilocaina. Spruzzato sul gioiello di famiglia (di lui) aumenta fino a 5 volte l'intervallo di tempo tra penetrazione e orgasmo. Quindi un aiuto pragmatico, che può restituire felicità nell'intimità, quando serve. Perché fingono invece le donne il cui partner non ha problemi sessuali? Non solo perché non hanno il punto G, ma anche per altre ragioni. È sempre la motivazione interiore che aiuta a capire il significato di un comportamento, il suo vissuto, il suo impatto complessivo sul benessere della persona. Le ragioni di una finzione planetaria sono di due grandi tipi: espressive e difensive. Le ragioni espressive sono variegate, scelte da donne sicure di sé, della propria femminilità e sessualità. Donne che scelgono la finzione, saltuariamente o di regola, perché ne traggono dei vantaggi: di controllo sulla sessualità di lui, di seduzione, di potere. O di tranquillità familiare. A volte ci giocano: «Mi piace vedere quanto sono brava, nella finzione»; «Mi diverte vedere che poi posso ottenere quello che voglio, lui è superfelice e io una gatta contenta». A volte, sono scelte strategiche di gestione energetica: «Tante sere sono stanca: lavoro, casa, tre figli. Mio marito è una brava persona, se lo faccio contento è un uomo più calmo e sereno, e un padre migliore. Un po' di fiction e dormiamo tutti contenti». Le ragioni difensive nascono invece dal bisogno di sottrarsi a una pressione di performance sessuale: perché il partner insiste che «Tutte quelle con cui sono stato ce l'avevano e tu no. Non sei una vera donna», e simili.

La finzione diventa regola quando la donna si sente in un vicolo cieco: non ha il coraggio di chiedere aiuto a medici competenti, o lo ha fatto e non ha trovato diagnosi e terapie adeguate. Fingere le evita di sentirsi umiliata, almeno nel breve termine. Ma dentro di lei il prezzo emotivo e sessuale resta alto: la rinuncia a un'intimità vera, intensa e sincera, e a un piacere gratificante. Spesso questa infelicità spegne il desiderio, può causare disistima personale e depressione. Fino a un vero evitamento del rapporto, con una crisi profonda, anche della coppia, che può arrivare alla rottura. Oppure, l'orgasmo c'era. Ma è scomparso dopo un parto traumatico, o dopo la menopausa. In questi casi le cure ci sono, se si affronta il problema con il giusto rigore diagnostico e terapeutico. In sintesi, le finzioni per gioco restano nelle scelte personali. In tutti gli altri casi, se la mancanza di piacere nel rapporto è un problema, è giusto chiedersi: nasce da un problema fisico o piscologico di lei, da un problema di lui, o da entrambi? È un problema presente da sempre, o è comparso a un certo punto della vita? E perché? Diagnosi e terapie adeguate possono aiutare, per non dover restare nell'amarezza delle finzioni obbligate. E riprendersi più gioia e sincerità anche nell'intimità.
www.alessandragraziottin.it

Lunedì 15 Luglio 2019, 16:07
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