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Oggetti di schermo di Adriano De Grandis

Un adolescente e un cavallo sulle strade Usa
Haigh esplora ancora le solitudini dell'umanità


Andrew Haigh è un regista inglese di due splendidi film come “Weekend”, arrivato da noi con imperdonabile ritardo, e “45 anni”, forte di una coppia d’attori di eccellenza (Charlotte Rampling e Tom Courtenay); e della serie-tv gay “Looking”. Stavolta, per quanto la sua sensibilità di indagare sui sentimenti scomposti resti inalterata, paga un soggetto meno forte: né una storia “a termine” tra due giovani omosessuali; né quella di una coppia sposata che scopre di essere unita fragilmente.
Tratto dal romanzo “La ballata di Charley Thompson” di Willy Vlautin, il film che in originale si chiama “Lean on Pete”, il nome del cavallo (in italiano invece riprende il nome del ragazzo), è la storia di un adolescente senza madre, che perde anche il padre, ruba l’equino destinato alla soppressione e s’incammina verso il Wyoming in cerca della zia. Haigh segue Charley (un bravissimo Charlie Plummer, coppa Mastroianni a Venezia) privilegiando “into the wild” i tormenti di una solitudine, al pari di quella del cavallo. Ne esce una storia di formazione introspettiva e sincera, che scuote la compassione. Ma, pur in pieno spleen truffautiano, resta la sensazione di un film che non trova la dinamica migliore per farsi apprezzare completamente. 
Stelle: 3


I SEGRETI DI WIND RIVER  - Due corpi massacrati nella neve della riserva indiana di Wind River, nel Wyoming. Un tracker locale (Jeremy Renner) aiuta un’agente dell’Fbi accorsa sul posto per risolvere il caso. Ma si vive in un territorio pericoloso. E il clima non aiuta. Film d’esordio dello sceneggiatore Sheridan, che si limita a una descrizione piuttosto piatta degli avvenimenti, dei personaggi e dei paesaggi, nonostante il tentativo di affrontare il tema della difficile integrazione dei nativi americvani. Una storia che affonda nella violenza e nella solitudine, nella noia e nel desiderio di fuga. Il mito della Frontiera resta però abbastanza inerte, nonostante una sparatoria collettiva troppo tarantiniana. Musiche di Nick Cave. 
Stelle: 2½

A QUIET PLACE - UN POSTO TRANQUILLO - In una zona indefinita e in un tempo altrettanto, una famiglia con tre figli cerca di evitare di farsi massacrare da mostri che ora popolano la Terra, che sono ciechi, ma hanno sviluppato un udito straordinario. Per questo quel che resta (probabilmente) dell'umanità è condannato a non produrre rumori e soprattutto a non parlare. Partendo da uno spunto interessante (il mondo di oggi così rumoroso annullato nella sua espressione più identificativa, l'umanità privata della parola che è la cosa la contraddistingue di più dagli animali), il film di John Krasinski riesce a creare un clima di tensione e paura in modo egregio, ma si accontenta soltanto di questa soluzione basica, non riuscendo a dare purtroppo al film uno sviluppo interessante della storia (il resto dell'umanità è sparito, senza un perchè), giocando sulla iterazione delle scene angoscianti. Resta incomprensibile come una coppia che sa di non poter far rumore e con ben 3 figli a carico, pensi di poter mettere al mondo un altro bambino, che ovviamente strillerà in continuazione. Emily Blunt piuttosto inespressiva, un po' meglio i ragazzi e il marito, che è lo stesso regista.
Voto: 2




 

Venerdì 6 Aprile 2018, 10:06
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