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Oggetti di schermo di Adriano De Grandis

Grazie a Dio, ma le colpe sono di tutti
Hole, la voragine che alimenta la mostruosità



Un boy-scout vittima durante un campo estivo dell’attenzione sessuale di un prete e oggi padre di famiglia a Lione con 5 figli e cattolico praticante, decide finalmente di rendere nota questa violenza di un tempo alle autorità ecclesiastiche, sperando di ottenere l’allontanamento del prelato, ora importante figura della Chiesa. Sull’onda di questa denuncia, altre persone escono allo scoperto, dando vita a un gruppo solidale per portare il caso anche a livello giudiziario.
François Ozon si muove sul crinale del tema più spinoso per la gerarchia vaticana, che soltanto negli ultimi tempi ha saputo aprire questo vaso di Pandora interno, scoperchiando una serie terrificante di abusi sui minori, anche grazie all’azione energica di Papa Francesco, intenzionato a contrastare questa drammatica inclinazione di alcuni suoi sacerdoti.
Traendo spunto da un reale fatto di cronaca di qualche tempo fa (e non ancora concluso, come spiegano impietosamente le didascalie nei titoli di coda), il discontinuo e però mai banale regista parigino, costruisce un’architettura complessa, in una narrazione che affronta tre storie (divise per blocchi narrativi) di quei ragazzi di allora, dove ognuno porta i segni di quell’infelice disavventura. Con un costante spostamento dello sguardo (dall’inizio epistolare agli inserti delle vite familiari odierne), Ozon ha il pregio di non appoggiarsi al solo istinto automatico di colpevolezza, ma, all’interno di una ovvia condanna morale, di ampliare il raggio delle responsabilità, mostrando come chi ha taciuto per vergogna o omertà (ragazzi, familiari, Chiesa eccetera), sia in qualche modo altrettanto imputabile per concorso di colpa, perché il silenzio ha alimentato, e continua ad alimentare, pratiche simili.
Il film scava con uno sguardo asciutto, più da inchiesta che da tribunale, i comportamenti ambigui non solo della Chiesa, ma anche delle diverse vittime e familiari (come il panettiere, che anche sull’onda del clamore mediatico, si rifiuta di partecipare alle denunce), creando anche all’interno del gruppo più motivato fratture sui comportamenti, come avviene nella scena della cena di Natale, dove anziché festeggiare per il rinvio a giudizio del pedofilo, le vittime si chiudono nel loro piccolo mondo personale.
Nel finale di un film forte e coraggioso (Gran Premio della giuria all’ultima Berlinale), dove il pessimismo descrive una solitudine collettiva e a traballare sono anche le certezze più radicate (il figlio che chiede al padre se crede ancora in Dio, senza ottenere risposta), Ozon, che opportunamente sottolinea come omosessualità e pedofilia siano due cose totalmente diverse, scioglie ogni disillusione, lasciando scorrere ancora la malinconia del dolore. E dà un senso al titolo, con un bel passaggio inatteso. Voto: 7,5.

HOLE - L'ABISSO
- Mamma e figlio su un’auto si dirigono verso la loro nuova abitazione, isolata nella campagna irlandese, ma una disattenzione rischia di trasformare già in tragedia l’arrivo. La conoscenza dei vicini di casa è inquietante, il passato della mamma sembra nascondere qualcosa di violento da parte del marito, mentre il bambino inizia a mandare segnali inquietanti e a fare domande insistenti sull’assenza del padre. E quando scappa di casa nella foresta appare improvvisamente un buco enorme.
Lo sceneggiatore e regista dublinese Lee Cronin, qui al suo debutto nel lungometraggio, con “Hole – L’abisso” firma un horror che si riconduce alla condizione subalterna della donna e al ruolo di madre, costipata da un’ambiguità di sguardo che non rivela se molto del vissuto derivi da un’ossessione della protagonista, che teme di non avere più lo stesso figlio. L’enorme voragine è una flagrante metafora e se il film non appare proprio originale (i rimandi arrivano a cascata), l’atmosfera è fortemente disturbata, a cominciare dalla natura così cupa e allarmante, per finire agli specchi che duplicano la dimensione mostruosa degli uomini, come nel gioco iniziale. Voto: 6,5.

Giovedì 17 Ottobre 2019, 19:50
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