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Modi e Moda di Luciana Boccardi

Tutto cominciò con il pronome dimostrativo
"CHI?" .- La nuova moda chiede verità

"Chi?" : è forse la parola che segna più di altre il cambio epocale che si è verificaato nella moda intorno agli anni Settanta del Novecento, quando il sostantivo moda chiudeva i conti con un periodo in cui l' arte del vestire si svluppava quasi esclusivamente negli ateliers sofisticati o anche i più semplici di provincia dove ogni sarto era a suo modo uno stllista. La moda che si raccontava nelle prime cronache giornalistiche solo per ciò che voleva rappresentare: quel certo vestito, quel certo tessuto, un assemblaggio di colori insolito: un nuovo look.
I personaggi , gli ospiti famosi, le "celebrities" che oggi sono il primo pensiero di chi organizza sfilate, le "prime file" con l'attricetta in cerca di visibilità o l'attrice importante che - accettando di seguire dalla prima fila una sflata - testimonia del potere mediatico di uno stilista - prima della svolta anni Settanta erano guardati quasi con sospetto dai sarti che si rivolgevano a un pubblico "culturalmente" in grado di apprezzare la moda, ma soprattutto "pagante" . La "quotazione" sociale e soprattutto finanziaria delle griffes non eissteva ancora: si indossava un vestito perchè piaceva, perchè era particolare, non perchè era firmato da tizio o sempronio.
Con il boom del lusso che sembrò esondare in mille rivoli in una Italia improvvvisamente "ricca" e spettacolarizzata, oltre all'avvento del pret-à-porter, della moda industriale, che negli anni Settanta aveva preso decisamente il sopravvento, il pronome dimostrativo fino allora tenuto in conto relativo , diventava la domanda e insieme la risposta d'obbligo. Chi c'erea? chi veste? chi ne è testimonial? Sul sopravvento del chi sul come nasceva anche una testata - oggi molto imporante per ll mondo della moda - "Chi è chi?" che di fatto coniuga la nuova formula assunta dalla comunicazione della moda : prima le persone, i "famosi" che fanno parlare la stampa, poi "la notizia" , l'attualità, per soddisfare la comunicazione "a effetto facile", poi aancora la spettacolarità e - least but not list - la "stampa", i giornalisti della moda , del design, dello sport: ultima, ma sempre protagonista, .la moda ovvero quel vestito, quel modello, quel colore, quel look.
A Milano nel corso delle giornate del pret-à-.porter per la P/E 2019 nella sede del Comune, a Palazzo Marino, in piazza della Scala , si è svolta, alla presenza delle massime autorità, la XVIII edizione dei "CHI E' CHI AWARDS" organizzata da Crisalide Press, editore della testata "CHI E' CHI?" per la regia e le motivazioni escogitate da Cristiana Schieppati che è anche il diretttore della testata .
Giornate piene di eventi e proposte moda quelle che hanno tenuto banco a Milano per la prossima primavera-estate. Una dopo l'altra le belle firme hanno presentato novità e possibilità offerte dal nuovo look imperante che suggerisce per il 2019 sovrapposizioni, accostamenti che consentano un ritorno alla personalizzazione della propria mise.
Bella la parata di colore e di freschezza della collezione "Anteprima" che la griffe dedica per il prossimo anno alla "brezza" marina evocata da sensazioni, colori e accostamenti : vento d'estate.
Basta una giacca sciolta, su un completo che può essere sportivo o elegante, per dare un tocco personale al completo che fino a qualche decina di anni fa si imponeva "firmato" dalla testa ai piedi.
Con Baldinini , griffe che non abbandona mai l'attualità, la collezione 2019 è stata una conferma di ciò che oggi il pubblico chiede alla moda: originalità senza interpretazioni estreme. Moda come specchio del quotidiano.
Chiamiamolo un invito alla "verità" .










 

Sabato 27 Ottobre 2018, 18:14
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