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Modi e Moda di Luciana Boccardi

"SI, PASSIONE" per Armani 2019 -
L'eleganza maschile premia DIOR

Non lo vedi, non puoi toccarlo, non si mangia, non si beve,…ma c’è:  invisibile, impalpabile. Come i colori, il profumo fa parte del nostro quotidiano senza che ce ne rendiamo conto, non solo come fragranza gradevole ma anche come odore che a volte natura  vuole cattivo, sgradevole. Un sortilegio che madre natura ha inventato , fin dai primordi della civiltà,  per aiutarci,  proteggerci : riconoscere da un odore gradevole i cibi sani ,   metterci  in guardia  con un  cattivo odore  spia di un pericolo, rivelatore di  materiale deteriorato, di cibo guasto, di presenze  negative comunque.  Per  contro,  l’olfatto che ha regolato l’evoluzione dandoci  come a tutti gli animali questa possibilità , quest’arma, oggi viene considerato soprattutto nel la funzione positiva,   il  “profumo” che fa parte della bellezza  in assoluto, dell’eleganza  come complemento indispensabile della moda , soprattutto  della sensualità.
Un profumo - lo abbiamo appreso a Venezia nella sede  del  Museo del  Profumo  in Palazzo Mocenigo,  nel corso di incontri  importanti  organizzati da MAVIVE   per  raccontarci come nasce una fragranza -  trova maggiore accoglienza se proposto  con destinazione moda . Una fragranza deve sempre aggiungere fascino, gradevolezza, leggerezza, sensualità. Lo abbiamo approfondito con le informazioni scientifiche e destinate alla cultura della cosmesi  e della bellezza  che  l’Accademia del Profumo  distribuisce regolarmente .  I guru  della “religione dell’olfatto”, dal pulpito di “Cosmetica” , ci raccontano  cosa succede nell’universo popolato dai “ nasi”, quei  maestri  dotati di poteri  olfattivi eccezionali, tanto da riuscire a riconoscere al fiuto -  come accade  a uno dei maestri  più famosi del cast di Chanel  -  fino a 2800 fragranze diverse.
In passato il profumo fu un vezzo esclusivamente maschile:   per le donne   -  sostenevano  i  sapienti della bellezza nel secolo dei lumi -  nessuno osava sostituire qualsivoglia odore a quello che madre natura  aveva assegnato  in assoluto all’identità femminile.   Per gli uomini il profumo più diffuso era la fragranza di viola - estratta non dal fiore ma dalle foglie  - e  la “colonia”, ritenute entrambe  messaggeri  di un’eleganza  rigorosa, “maschile”, destinata a suscitare attrazione e distribuire promesse.
Solo a fine Ottocento il profumo   entrò nell’universo  femminile come complemento di un’eleganza raffinata e anche come forma di emancipazione , fino a divenire una delle componenti irrinunciabili per ogni donna.
“Ballando con Elena,  inebriato dal  suo profumo,  Pierre -  il protagonista di  “Guerra e Pace”  di Tolstoj  -  decide che  solo lei  può  diventare sua moglie, anzi  deve   diventarlo  al più presto ”…
Sulla scelta della fragranza incidono poi le abitudini, senz’altro la moda, il carattere.
 Sostiene un “naso” famoso , Sileno Cheloni , che lavora in una sorta di antro magico a Firenze, dove produce e compone profumi su una sorta di carta d’identità che si realizza come in un lettino psicanalitico dopo un colloquio con chi vuole il profumo personalizzato, che  “il profumo  è come un’ancora immersa nel mare dei ricordi. Mi piace metterne uno in ogni persona che incontro…”.
Profumo per distinguersi, profumo per attirare l’attenzione, profumo per esaltare la sessualità (il mughetto, ritenuto l’essenza più sexy tra tutte) o  la sensualità espressa dal   profumo delicatissimo  e quasi impercettibile fiore più sensuale,  l’iris.
“Due gocce di N.5 “ -   sosteneva Marilyn Monroe   -  di notte sono li mio pigiama …  E Coco Chanel, quando inventò questa fragranza  forte, dichiaratamente femminile,  la volle in una  boccetta squadrata, lineare, senza fronzoli o decori  che  per  il suo tipo di donna riteneva superflui. Il  concetto di eleganza   della signora  di rue Cambon  era pieno di “senza”:  senza orpelli, senza sovrastrutture, senza supporti  o “trucchi”. La passione?  C’è , ma  -  come il profumo, come l’aria…  -  non si vede.   
“Sì, passione”  è il profumo di  Armani  dedicato a una donna “dolce e determinata”  che il sondaggio  condotto dall’Accademia  per  “ il miglior profumo dell’anno”    ha dichiarato vincente  per il 2019, accanto a  “Dior sauvage  eau de Parfum”  ritenuto il miglior profumo maschile.  La premiazione è avvenuta  a Milano, in Palazzo Mezzanotte,  nel  corso di una serata  mondanissima e piena di sorprese .

Venerdì 24 Maggio 2019, 16:49
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