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Modi e Moda di Luciana Boccardi

Si dice che agli uomini piacciano gli
oggetti rotondi: elogio del fondoschiena -

 
Di una indagine scientifica sul “culo”  (ci permettiamo di replicare il termine ripreso dal dizionario italiano, senza che i difensori del linguaggio ponderato si adombrino)  sotto il profilo del suo apporto alla bellezza, almeno per chi segue luci e ombre dell’effimero che si accompagna alle vicende della moda, non ci erano pervenute molte precisazioni. Si sapeva che tempo fa, l’Università di Edimburgo aveva affidato a una esperta internazionale del tessile, la dottoressa Lisa Macyntine, uno studio su effetti e considerazioni sul  fondoschiena esaminato per il contributo alla valorizzazione  di tessuti, colori e quant’altro potesse interessare chi deve formulare  proposte stilistiche o interpretazioni di tessuti anche nel settore delle nuove fibre e della tecnomoda.  La notizia – pubblicata a piena pagina dal Times -  si soffermava sulle intenzioni della ricercatrice di “testare”  tessuti di nuova generazione confrontandoli con quelli classici per misurarne l’effetto, la tenuta, il positivo e negativo rispetto alla superficie arrotondata che questi dovevano coprire.
Il fondoschiena è rotondo (pare che questa sia una delle ragioni più significative per il suo successo: si dice che tutto ciò che è rotondo, vedi ad esempio il pallone,  ottiene consensi generalizzati);  esula dalla figura in generale in quanto “ improvvisamente sporge, presentando un avvallamento importane tra i due glutei che può favorire l’invenzione stilistica ma può anche costituire problema tecnico”. Il velluto, ad esempio - più di tutti tra i tessuti,  dopo il satin -   regala riflessi che l’indomita “valle” accende nel movimento.
Lo studio prevedeva anche una indagine sui colori  che meglio valorizzano il fondoschiena:  il nero (perché “promette” giocando sui riflessi provocati dal movimento dei glutei),  le tinte forti, giallo sole, verde prato, rosa shoking (una volta si diceva fucsia perché era il colore di quel fiore  ma oggi è diventato simbolo politico da evitare), il  rosso: forse il più indicato per far emergere il “carattere” del fondoschiena. Perché – sostiene lo studio effettuato dall’Ateneo di Edimburgo -  lui, il fondoschiena,  ha un carattere: in un corpo femminile è la zona che forse più di tutte fa il punto  sulla seduzione, o meglio sulla sessualità. Non è un mistero che sempre la moda abbia puntato su questa zona come richiamo stimolante saltato nel Settecento dal faux-cul, quell’imbottitura che gonfiava dietro le gonne , nell’Ottocento dal “paniere”  più o meno la stessa cosa accentuata da un punto vita strizzatissimo, nel Novecento lo sdoganamento di questa parte del corpo prima riparata, protetta e ora  lasciata intravvedere quasi al nudo con scollature  (negli ateliers di moda si chiamano sculature per differenziarle da quelle che si aprono sul collo)  del retroabito,  terminanti …dove termina la  fatidica  “ valle”. Diciamo che con la moda del terzo Millennio il fondoschiena ha superato il vecchio confine del proibito per mostrarsi  nature  nella pubblicità, nel cinema, nelle foto più o meno osèes, con le “sculature” di abiti fascinosi, aderenti, scivolati, che a guardarli davanti promettono ciò che dietro mantengono.
Oggi la moda della strada – che è poi la moda vera da considerare – offre immagini incredibili che lasciano pochissimo all’immaginazione. Questo nostro  tempo-moda vuole essere il tempo della “verità”: nelle  mutande ( gli immancabili pantashorts) assurte a dignità di vestito da passeggio,  da viaggio, da sera  senza limiti di età, il fondoschiena diventa quasi la parte meno eclatante poiché il gioco della moda ormai esasperato punta sul corto, cortissimo dei pantaloncini terminanti bordo-vagina.
 Che poi oltre quel bordo le gambe possano mostrare celluliti, ponfi, arrossamenti, peluria , squame di  …antichità, conta poco. La silhouette punta ancora sul fascino del “rotondo”  che rende il corpo femminile sempre una bella cosa da guardare (…se è bello!).  
 
 

Sabato 11 Agosto 2018, 01:32
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