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Modi e Moda di Luciana Boccardi

settembre: tempo di tornare - La fine delle
vacanze segna il ritorno al nostro quotidiano

 
Per molti, quasi per tutti, l’inizio di settembre coincide con il fine-vacanze. Caricati  trolley e tutto ciò che ci è stato amico nei  giorni spensierati  trascorsi al mare o in montagna,  il rientro a casa ci riempie da una  parte di nostalgia e dall’altra dal piacere della ripresa, del  ritorno alla norma , perché le vacanze sono belle anche perché finiscono, per poi   ricominciare  nei progetti   per la prossima estate.
  Si disfano le valige, si mettono da parte bigliettini o  foto  che ricordino una serrata speciale, una gita particolarmente piacevole, senza troppi  rimpianti perché sappiamo di avere un aspetto più rilassato, positivo.   Ci si guarda  compiaciuti del colore ambrato della nostra pelle. Passata quella moda infernale che fino a qualche stagione fa pretendeva  abbronzature feroci  da ottenere con sedute sacrificali sotto il sole bruciante:   oggi    le creme protettive, la consapevolezza di  certe attenzioni  nei confronti dell’esposizione al sole non più selvaggia,  sono garanzia  di  una pelle liscia, riposata, tonificata da bagni di mare o da passeggiate corroboranti  in montagna. Resta sempre accesa quella considerazione  manniana che  vuole amanti del  mare gli spiriti più inquieti  mentre  la preferenza per   la montagna sarebbe riservata  a persone dall’animo tranquillo  che scelgono  la serenità come compagna di vita.
Credo siano oggi altre le componenti , soprattutto di moda, che fanno assegnare la preferenza al  soggiorno marino rispetto a quello montano.  La spiaggia ci consente , lunghe ,  interminabili ore da passare su lettini di fortuna , sdraiati su teli  che  lasciano sentire  la carezza della sabbia,   immersi  nell’odor di mare,  accarezzati dal  fresco che la brezza  marina  consente  anche nelle giornate più roventi, ma soprattutto dalla libertà che la confidenza con il nudo che il mare incoraggia  consente contribuendo a liberare anche la mente da pensieri  men che leggeri.  Il  mare è nudo, è rinuncia al  dovere di coprirsi, è licenza di esibire quello che mai e poi mai in un salotto ci sogneremmo di esporre  ( anche se questa  oggi è affermazione  imprudente  perchè  siamo nel tempo della licenza, della esenzione  dai  doveri  sociali   che fino a ieri ci obbligavano  anche a una tenuta di abbigliamento consona alle norme  della società in cui viviamo) .  Basta un percorso in tram, in autobus, nei vaporetti che a Venezia  offrono uno spaccato di in-civiltà spacciato per “libertà” , per accorgersi che la nudità la fa da padrona di corpi che sotto copertura sarebbero almeno accettabili. Certo, è un atteggiamento sincero   -  si sostiene  - quello che non teme di evidenziare anche la bruttezza, ma  forse, farla considerare un valore….è eccessivo.  E posso anche essere d’accordo purchè si  dia tempo al panorama moda che ci si presenta di allinearsi con questa  convenzione:   accettare il brutto come nuova bellezza, o come condizione che non ha bisogno di “migliorarsi” ma semmai di peggiorarsi.  Uomini   scamiciati con bicipiti in bellavista e gambe nude fino alla mutanda, dita dei piedi al vento,  donne con  spalline di reggiseni   in esposizione (grazie a una moda proposta anni fa con successo da una conduttrice televisiva  che non ha mai brillato per  eleganza, Simona Ventura )  , cosciotti abbondanti in vista fino all’inizio dei  glutei,  grandi, debordanti:  in un tempo che sta arrivandoci addosso spietato , se non la nuova bellezza saranno la norma.
Il gioco tra nudo  e coperto che caratterizza la moda per il mare ha intrigato da sempre stliisti e creatori di nuovi  look  che per un costume da bagno possono contare solo su tessuti, colori, tagli, nodi, scollature.  La scelta di una vacanza marina comunque è suggerita anche da quel  rapporto con l’acqua, con l’elemento liquido che   in misura più o meno avvertiibile  c’è in noi, sia in chi  sia nato bordo acqua o viva i suoi giorni in luoghi di mare  in una comunanza con l’elemento liquido che difficilmente riusciamo  a connotare, ma che c’è e assegna particolarità ai caratteri, ai modi, quasi  esistesse un linguaggio comune a tutti coloro che  hanno conosciuto  il rumore  del mare , della risacca, il frangersi   delle onde contro le rive.  Tesi  intrigante, sostenuta da tanti stilisti  come suggestione  che  ispira   una collezione difficiile, come lo è sempre la moda per il mare.
E la  montagna? Quali suggestioni possono animare un creativo della moda che proponga il look da sfoggiare in qualche stazione montana dove coprirsi suggerisce anche possibilità di eleganza e di fantasia diverse?  Influssi positivi regalati dall’infinito verde, il respiro a pieni polmoni sotto pini e abeti  ricchi di ossigeno,  sono portatori di benessere accomunati dal  linguaggio che parla di boschi, di roccia, di neve.
Settembre:   chiudiamo nell’armadio di città  il copricostume di Ferragamo, il pareo di Versace, la mise  da party in piscina di Ferretti, il completo  da mare di Gucci, l’abito  di Miglionico che interpreta  con toni botticelliani l’universo in fiore, il completo da fine estate di Eleventy .   La fine delle vacanze  ci riporta alla  vita di tutti i giorni , più sereni, più vivaci, a pensarci bene quasi  contenti  che la vacanza  sia finita.
La spiaggia  quasi deserta ,la montagna tuffata nel silenzio dei  suoì  boschi  in attesa della prima neve , sono la “cartollina”  che portiamo con noi  per riprendere l‘agenda di lavoro, i contatti inesorabili, i problemi…la vita vera. 
 

Venerdì 30 Agosto 2019, 17:36
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