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Modi e Moda di Luciana Boccardi

Pitti Uomo a Firenze : dalle novità
Belvest alla filosofia di Cathia Vigato

 
Tempo di bilanci:   l’ inizio di un anno nuovo  comporta speranze di novità ma anche  qualche certezza suggerita da propositi che dagli ateliers più importanti pervengono alla vigilia del prossimo Pitti Uomo che occuperà a Firenze i giorni dall’8 al 12 gennaio,  e di  seguito a Milano dal 12 al 15,  con l panorama più completo per la moda maschile 2019 . Nella moda gli ultimi tempi hanno riversato fiumi di baldanza non privi di note ponderate (ma non troppo) :  stilista è parola che ha assunto con il passare di questi ultimi anni connotazioni divistiche, valori (o disvalori?)  a volte sproporzionati che dovrebbero fare i conti con  chi riesce a cavalcare  l’onda a volte tsunamica della moda senza perdere di vista l’umiltà dei grandi, la consapevolezza che non siamo divinità, il bisogno di guardare oltre il proprio orizzonte.
 Per la prossima stagione fredda gli “oroscopi” modaioli prevedono un look più vicino a un’auspicata “normalità”.
 “Sarà un uomo viaggiatore  anche nel pensiero -  sostiene  Belvest  che  per la moda maschile del l 2019 reinventa il piacere decorativo ispirato al gusto military- napoleonico dei  jacquard paisley mixato con un’attualità Mllennial over  per le nuovissime giacche.  Blazer reversibili, tasche trapuntate in nylon ispirate alle sahariane immutabili, camicie in variazioni fil-à-fil e cravatte regimental di maglia: dal ponte di comando della veneta Belvest si registrano certezze sul ritorno di un look “aperto al mondo”.
Pitti Uomo a Firenze sta per proporci alla grande tra stands, eventi, manifestazioni, convegni,   la nuova moda maschile 2019 dettata dai cervelli del “saper guardare” : dimensione  d’obbligo per ogni stilista. Ma saper guardare non è semplice. Ce lo ricorda un piccolo libretto,  di quelli che ti arrivano sotto Natale, scritti da un amico e da un conoscente, magari   stampati a proprie spese, senza editore, eppure ricchi di spunti,  di scoperte:   ” Sessanta pagine” , libretto scarno, essenziale, duro e allo stesso tempo pieno di tenerezza, difficile e pericolosamente semplice, non privo a suo modo di crudeltà,  scritto   (e non è il primo!)  da Cathia Vigato  come invito a pensare  ma soprattutto a guardare. E la scrittrice-filosofa  lo fa con una metafora geniale come quella che ad esempio ti insegna a capire, conoscere  il chi è di qualcuno, di una società in movimento, esaminando ad uno ad uno i terrazzini  di un condominio qualunque… metti di Marghera. Ognuno rivelerà  chi lo abita:  carattere , usi e tradizioni, affetti e indifferenza, cultura,  il racconto di ognuno affidato a segni, oggetti, ordine o disordine, dalla biancheria stesa a  ciuffi di fiori ben curati. Guardare prima di lanciarsi in una cascata di  novità destinate a cambiare per una stagione il modo di proporsi , di apparire: cioè a dire , la moda. Mettersi con il naso in su e studiare  i  “terrazzini”  di un “condominio”  qualunque dove  certamente  il creativo di turno potrà scoprire  un tempo nostro, senza infingimenti: la verità per una moda che non si affidi a  rulli  di tamburi .  Popolare le file della propria sfilata di personalità “famose”, di individui “visti” (perché questa è  l’unica attività che rende celebri alcuni personaggi  di nulla ) o  giocare allo scandalo   per tenere alta una firma,   per quel tempo galantuomo ( chè tale è rimasto nonostante tutto)  servirà a poco. Nell’orchestra della moda, la grancassa è uno strumento sbagliato.  E a buon intenditore….Tra pochi giorni, a Pitti Uomo!
 
 

Venerdì 4 Gennaio 2019, 16:44
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