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Modi e Moda di Luciana Boccardi

Il Veneto di Pal Zileri diventa mondo -
Lo chic di Etro - I bad boys di Scervino

“Consapevolezza (ci sono, dunque sono);  dignità (mi rispetto, così agisco);  leggerezza  (sfioro, colgo, volo); esattezza  (alla forma do sostanza);   svagatezza  (mi dimentico, mentre lo faccio); molteplicità (sono tutti , per essere io);  gentilezza (di te mi curo perché di me ho cura)” :  firmato  da Rocco Jannone, new entry nell’universo Pal Zileri come direttore artistico , questo è  il “manifesto” per la  moda che caratterizzerà il prossimo autunno-inverno 2018-19.  Lo  stilista che si è tuffato senza economia nello studio di questo particolare momento – quasi  la fine dei  primi vent’anni  del terzo Millennio -  con il progetto moda realizzato per la Maison veneta immagina un uomo davvero nuovo, attento, coerente,  garbato, sicuro di sé ma mai arrogante:  è l’uomo gentile di Pal Zileri che a Milano si è imposto con grande consenso nel contesto di una sfilata – show che ha trasformato l’interno di un capannone dello scalo  di Porta Genova in una “cattedrale” dove respirare l’aria di un Veneto-patria - sede della  Pal Zileri  -  accennato nella scenografia che lungo le pareti riporta frammenti architettonici palladiani come quelli di Villa Valmarana ai nani, o come il nastro verde che parla dei colori di laguna.
“Siamo partiti dall’idea del viaggio che dalle origini (Vicenza)  arriva nel mondo. Un floathing path, un percorso di ricerca che vuole indagare cos’è l’uomo oggi, e il suo ruolo nella società contemporanea: con questo manifesto come traccia,  Jannone ha creato un guardaroba che punta sull’essenziale. Gli abiti sartoriali e il dayswear, l’abito di ogni giorno,  possono giocare su una palette di colori che dai toni bruciati si stemperano nei verde laguna, nel blu pavone, blu notte o testa di moro. Giacche dai volumi generosi in formula monopetto o doppiopetto  (che -  dice Giorgio Armani  -  è una formula che resiste perché rende la giacca comodissima e pratica).
Pal Zileri ha giocato tutte le sue carte e le ha giocate bene offrendo una immagine della Maison  che rende giustizia al prestigio che questa griffe si  è conquistata vestendo sempre un uomo che non è mai nè sopra le righe nè sotto  ma che cammina sicuro sulle righe.  Il difficile pentagramma della “normalità” (parola sempre difficile ma necessaria)  è stato declinato da Rocco Jannone  con vigore, con grande senso dell’attualità e con un gusto davvero eccezionale. Bella la sua dedica che premia il nuovo uomo 2018-19 che “non ha bisogno di urlare o di mostrarsi per essere:  benvenuto il nuovo  “ uomo gentile” dell’autorevole collezione  Pal Zileri.
Resta un punto fermo molto importante per questo momento moda che si trova in bilico tra il compiacimento per una moda “sbandata” – giunta peraltro al capolinea – e una nuova proposta  emergente di eleganza sommessa ma importante. Vi hanno aderito – oltre a Scervino con i suoi piacevolissimi bad boys suggeriti dall’english look più raffinato –  stilisti  di razza come Kean Etro che ha festeggiato anche i primi cinquant’anni di vita della sua griffe. Per celebrarli Kean ha ricostruito la sua casa con ogni possibile cenno firmato, IL sofisticato mix di culture che caratterizza da sempre il look Maison per Etro ha offerto una immagine soft  piacevolmente colta: com’è nell’universo dello stilista che ha scelto di vivere e pensare “in libertà assoluta”.
 

Mercoledì 17 Gennaio 2018, 00:42
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