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Modi e Moda di Luciana Boccardi

I profumi di D'Annunzio al Vittoriale
e al Museo di Palazzo Mocenigo

 
 
E’ un dubbio sentimentale  quello che il “Breviario mondano” (Mondadori)  pone a proposito dei cacciatori di femmine seriali,  gli insaziabili (o quelli che insaziabili vogliono apparire),  i vagabondi “ pellegrini”  dell’amore:  nel  linguaggio comune,  i “donnaioli “  ( oggi in verità un po’ demodès)  che non riuscendo  a fissare l’ amore per  una sola donna  che richiederebbe una carica  passionale importante  attraversano  la vita in corsa carpendo  amori brevi,  emozioni  rinnovabili,  in una ricerca di  conferme per una  sessualità  irrequieta ,  spesso  così fragile da cercare nel nuovo   risultati  da esibirsi e da esibire.  Ma l’uomo  “volante”, il cacciatore instancabile, a quali effetti speciali si affida?  La bellezza può essere  un fattore tra i determinanti  ma la storia ci racconta di molti fascinosi che di bellezza  nell’accezione che la nostra cultura le assegna non ne hanno proprio.  Casanova? Con quel  naso  e gli occhi troppo tondi ?  Fascinoso, conquistatore, sciupafemmine assoluto fu  D’Annunzio al quale la leggenda metropolitana che lo accompagnò attribuisce più o meno quattromila donne (cifra non impossibile visto che per il Vate erano più o meno come una sigaretta).  Gabriele D’Annunzio (1863-1938) era bello? No.  Quasi calvo;  senza sorriso (  non c’è immagine che lo ritragga sorridente  pare a causa di  una inestetica carie dentaria);  gracile, magrolino  (in un tempo in cui l’immagine estetica maschile vincente voleva  uomini “forti” , di “peso”);  alto?  una statura  ufficialmente  postata su 1.64 cm,  abilmente truccata da lui stesso , era in realtà di 1.58 centimetri.  Il Poeta  era  bruttino!  Eppure  sono cadute ai suoi  piedi non solo le “quattromila”  creature immolate  ma donne importanti, di qualità umana e  intellettuale che dell’amore assoluto per un uomo sapevano fare religione di vita. Esempi forse di dedizione -  di dipendenza - più che d’amore Luisa Baccara, la pianista veneziana che lo seguì al Vittoriale sopportando  - da complice – le sue perversioni e le sue angherie; Romaine Brooks, dichiaratamente bisessuale, ma molto ricca. Olga Brunner, incontrata a Venezia come la marchesa Luisa Casati Stampa, in gara con il Vate per eccentricità. Natalia de Golubef, Elvira Leoni : regolarmente utilizzate e abbandonate.  Maria Gravina Cruyllas di Ramacca ( dalla quale D’Annunzio ebbe la figlia Renata. Due figli il grande seduttore ebbe dalla moglie Maria Harduin di Gallese che per lui tenterà il suicidio ben due volte. Giuseppina Mancini Giorgi  che per lui impazzisce veramente. Perdutamente innamorata una giornalista : Olga Ossani , mentre Alessandra di Rudinì – che D’Annunzio sposa per abbandonarla l’anno dopo – resta preda dalla morfina imparata come ricerca del sublime ad ogni costo.
Quella che forse è rimasta più incisa nella leggenda che accompagna questo cacciatore di emozioni è Eleonora Duse che per lui si rovinò anche economicamente, sfruttata e adoperata per cavalcare una notorietà che l’attrice godeva in tutto il mondo.  L’amore travolgente della grande attrice non più giovane venne “pubblicato” da D’Annunzio nel romanzo “Il fuoco” dove la Duse riconoscibilissima nella Foscarina viene denudata senza pudori e senza pietà.
Bruttino ma charmeur: con  quali armi vincenti?  La parola,  usata con  libertà  e licenza insensibili a qualunque verifica;  l’ eleganza  che curava quasi ossessivamente;   l’intuito da cacciatore che gli faceva individuare con  sicurezza le prede disponibili  all’azzardo del  “ sogno d’amore e di passione”  che lui prometteva .
 Portato a esasperare tutto ciò che con i sensi aveva a che fare era inevitabile che  il Poeta riconoscesse nel  profumo  una  delle sue armi più seduttive.
 A questa  sua passione olfattiva è stata dedicata una Mostra  , “D’Annunzio e l’arte del profumo  - Odorarius mirabili”,  ideata e curata da Paola Goretti   nel  Vittoriale degli Italiani, dove resterà  aperta  fino al 27 gennaio 2019.  L’esposizione eccezionale  -   fortemente voluta da  Giordano Bruno Guerri  (presidente del Vittoriale)   e da Marco Vidal, direttore commerciale di MAVIVE e  Amministratore Delegato  di  “The Merchant of Venice”  (della  famiglia Vidal,  che da più di un secolo  si dedica in  Venezia alla produzione di profumi  suggeriti da una cultura  che sa pescare tra pagine di ricettari preziosi ) -  presenta oggetti, ricette, documenti, ampolle, e le fragranze raccontate dal poeta, in un percorso scenografico immaginifico  ideato  da Pier Luigi Pizzi  (il grande scenografo che ha  realizzato  anche il “percorso museale del profumo”  a Venezia  nel  Museo di Palazzo Mocenigo  per  MAVIVE).   Per raccontare la mostra,  è stata programmata  a Venezia, in Palazzo Mocenigo ,   una conversazione olfattiva  con la partecipazione di Paola Goretti, Pier Luigi Pizzi, Marco Vidal  e la presentazione della capsule di  “ The Merchant  of  Venice”  dedicata ai  “ profumi  di  Gabriele D’Annunzio “  con i nomi di alcune sue opere famose:  “Aqua  Nuntia” , la visione dell’antico; “Ermione”,  la gioia spirituale;  “Divina Musa”, il mistero;  “Il Piacere”, la voluttà  ;  
“ Notturno”,   la notte  e  “ Il Fuoco” …basta il nome.
 
 

Venerdì 20 Aprile 2018, 01:00
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