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Modi e Moda di Luciana Boccardi

Giuliana Cella: abiti e tessuti come
quadri da esposizione

Nel  mio blocco di appunti  presi durante la settimana  milanese della moda  c’è un riquadro intorno a un nome: Giuliana Cella. Significa qualcosa di diverso, di non assemblabile, qualcosa  di segreto.
Sono andata nella sua show room -  che non è una show room vera e propria ma una tana, un relais tutto rivestito d’oro che si affaccia su Via Manzoni  -  che permette alla pantera che non cede al tempo che passa , per agilità intellettuale e per grinta,  di osservare dalla finestra  il passaggio e il passeggio, a due passi dal Grand  Hotel de Milan.
Non era in calendario la sua collezione ma vivo da troppo tempo la moda come frequentazione professionale per non sapere che -  se volevo vedere qualcosa di originale, qualcosa di autenticamente innovativo, se volevo incontrare  la bellezza tradotta in tessuti ,  in abiti , in  frammenti artistici da  indossare - dovevo passare  furtivamente  per questo indirizzo  noto solo ai vip  che da sempre  - per assicurare al guardaroba qualcosa di inedito, di diverso -  inseguono  la  fantasia  esotica di Giuliana Cella , ben conosciuta comunque dalla  crème degli addetti ai lavori, stampa,  fornitori  di prodotti d’alta gamma, creativi in cerca d’autore.
Giuliana Cella non è una stilista tout court, ma è  un’artista che non concede nulla alle sollecitazioni di una contemporaneità  fine a se stessa  che comunque è  ben presente in tutta la sua produzione. Il trend internazionale, il mood che serpeggia trasversale e  ripetitivo  tra tutte le collezioni in gara per presentare moda, da Giuliana Cella diventa  “galleria d’arte  e di eleganza”:   proposta  concettuale elitaria signorilissima. Qui , nell’antro di Giuliana Cella abita il talento di ricercatrice capace di scovare tessuti di bellezza  rara  o di inventarli  spinta dal desiderio di realizzare quel  tal  modello che  ha  in  testa,  avulso da qualsiasi sollecitazione  esterna. E se non trovasse il tessuto giusto per  realizzarlo  lo inventa lei quel tessuto , ne calibra il peso, la trasparenza, la morbidezza, il carattere.
Dolcissima, superfemmina  ancora bella nonostante gli anni portati con signorile semplicità, innamorata di ciò che è bello e di ciò che ci aiuta a diventare belli, Giuliana mi lascia spiare le ultime proposte , la sua collezione segreta, i capi più “narrativi” del suo mondo che ora  ha presentato anche ufficialmente  al suo pubblico.  Mi parla con la voce piana e scivolata accarezzando uno dei  suoi  “velluti” fiammati  usato per lo splendido  cardigan , cappe e blouses di  chiffon  devorè , arricchite da un ricamo che ricalca fiori veri, le viole, i fili d’erba  verde su giacche, cappe double, tuniche e caftani di sapore orientale con riferimenti culturali che evocano li estetismi di Fortuny . Grandi  colli sciallati per giacche di damasco, completi  in crepe a effetto plissè.  Ma non bastano gli abiti e le mises  immaginati  per tante diverse occasioni:  pezzi  d’arte per la collezione 2018-19 sono anche gli accessori, le bellissime  borse inedite super ricamate  che Giuliana Cella   presenta con la semplicità dei grandi.
E’ la semplicità – accompagnata al talento -  la grande  dote di  questa  artista della moda  che  si tiene defilata dalla globalizzazione che nel nostro tempo  ha travolto  ogni settore,   per chiudersi  in una scelta elitaria  che ha come musica il silenzio, i toni sommessi, la  gentilezza   colta , l’estro  irrinunciabile che rifugge sempre banalità e volgarità anche nella scelta sapiente dei colori che la Cella abbina con intuito pittorico.  E noi  là, basiti, ad ammirare  “quadri” di  tessuto  che nel nome dell’arte e della moda italiana, Giuliana Cella   realizza  per continuare  a raccontarsi -  e raccontarci  - il suo  sogno griffato.  

 

Martedì 13 Marzo 2018, 02:58
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