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Modi e Moda di Luciana Boccardi

Essere o non essere...sognare...
sognare è il verbo di Valentino

Forse era davvero il più atteso in un clima che sta omologando la moda al tempo del nostro sociale: inquieto, instabile, aperto a tante possibilità e allo stesso tempo chiuso in se stesso. Un’analisi  che avrebbe bisogno di un lettino dello psicanalista per capire, per cercare di trovare una soluzione che riporti pace, serenità . Il “va bene tutto”, il genere multicolor, multigender, multietnico che è la caratteristica principale di questa moda 2018 per cui tutto può andar bene purchè accompagnato nel modo giusto, assemblato con un goccio di gusto, sovrapposto, over o single, trasparente con pizzi vieux style  o blindato dentro scafandri di plastica quasi rigidi,  ci trova stanche e perplesse. Chapeau a Valentino che ha portato in passerella con la firma di Pierpaolo Piccioli (sempre più apprezzato da “single” )  una ventata coraggiosa di romanticismo…alla Valentino.
Pioggia di fiori, iris, tulipani, peonie giganti o violette silenziose, fiori  suntuosi e fiori da campo  hanno travolto la sensibilità dello stilista che li ha applicati, stampati, ricamati ovunque senza risparmio, e senza timori. A questi messaggeri delicati Valentino ha affidato il suo personale messaggio, quello di chi non demorde dall’impegno preso con l’eleganza, un impegno che risale al tempo in cui Valentino Garavani conquistava i salotti (e poi anche le piazze!) con abiti dolci, lievissimi, importanti e  mai eccessivi. C’è sempre un confine che regge la mano di Piccioli per non permettergli di scivolare in qualcosa dèjà vu. E’ il talento stilistico che prevale sulla voglia di abbandonarsi –pure lui – qualche volta alla discesa verso gli inferi del trend, della moda tra virgolette, dell’effetto facile. Piccioli resiste, sostenuto dalla grande forza creativa che gli perviene dall’eredità stilistica di Valentino , capace di restare  strettamente vigile dentro confini di bellezza estenuata.
“La moda deve reagire e non rispecchiare , sovvertire e non subire – ha detto  lo stilista in margine a questa sfilata parigina  che  esalta il romanticismo come libertà, “ come approccio alla vita, all’emozione”.  rifiutando nello stesso tempo qualsiasi attinenza con la fragilità.  Ne sono usciti abiti  di poesia, di  leggerezza, una moda al femminile con accessori e decorazioni che vanno dalle frange ai drappeggi, i cappucci scivolati, la linea che accarezza, l’abito fatto per invitare al pensiero di un’eleganza  letteraria che  esalti caratteri  femminili trasferiti da pagine di libri  a momenti di vissuto alti, sganciati da qualsiasi concessione che possa lasciare spazio alla volgarità stilistica che non ha mai abitato e non abiterà mai in “casa Valentino”.
Di questo ha bisogno la moda oggi, di leggerezza,  di poesia, di semplicità importante. E le donne del nostro tempo – anche le più grintose – tutto sommato, la cercano, anche  in un vestito, una sciarpa, un velo di chiffon rosa,  punteggiato di rose. Rosa.  
 

Martedì 6 Marzo 2018, 00:46
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