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Modi e Moda di Luciana Boccardi

A Milano la Mostra per Valentina
Cortese chiuderà a fine agosto

 
 
Non vuole assolutamente essere impertinenza, né sottrarre valore artistico a una diva italiana a lettere tutte maiuscole come Valentina Cortese, ma è azzardato dire che quando si pronuncia il suo nome più che ai titoli di alcuni tra i moltissimi film che ha interpretato, o  ad opere teatrali di particolare successo, il pensiero corre a un seduttivo, malandrino  foulard di seta che incastona come un gioiello prezioso il suo volto bellissimo?  Valentina Cortese, l’attrice  che ha immortalato la gestualità drammatica dei film muti,  è davvero  l’ultima diva, che fino a pochi mesi fa faceva ancora qualche apparizione in pubblico , come per la  prima del film sulla sua vita, o la mostra  dei suoi “100 ritratti” (tratta dal libro  di Elisabetta Invernici e Antonio Zanoletti - edito da Skira)   realizzata dai due autori (diventati ormai suoi amici) a Milano, nel  foyer dello Spazio Oberdan  dove resterà aperta fino alla fine del prossimo agosto 2018.  Cogliendo tutti di sorpresa, la novantaseienne divissima  si presentò , signora nella sua eleganza , la  bellezza di un viso ancora seduttivo sottolineato dall’irrinunciabile   foulard  portato come bandana ,  che afferma di aver adottato da più di cinquant’anni per la sua eleganza  come omaggio alle   sue  radici contadine”.   ( Da bimba, Valentina fu consegnata dalla madre che non la voleva  a  una coppia di contadini con i quali crebbe nella tradizione più genuina della campagna lombarda).
  Diciamo noi in aggiunta che questo vezzo  di Valentina , non a caso,  nasce negli anni ’70,  quando Yves Saint Laurent  -   come omaggio alle proprie radici algerine  -  lancia ii foulard -bandana  (quasi un sostitutivo dell’antica parrucca) traducendolo in un complemento dell’eleganza femminile più sofisticata. “ E’ una cifra identitaria – precisa Valentina -  un sipario tra me e gli altri,  un “muro” divisorio tra la propria identità e il mondo:  un complice al quale affidare  anche certi segni di disagio “ (come il tic che qualche volta le fa portare più giù,  quasi a coprire gli occhi il bordo del foulard). 
  Difficile imitare la bellezza di quel nodo morbido di quella caduta del crepe-de-chine che i più grandi fotografi del mondo hanno celebrato nelle foto di Valentina Cortese.  C’è  comunque un segreto che pochi conoscono:  la famosa “ bandana”  di  Valentina Cortese non è quasi mai  composta da un solo foulard  ma da ben tre  foulards,   in toni sfumati e degradanti, che  oltre agli effetti cromatici , consentono quel volume nutrito che assume quasi forma  di cappello per ricadere nei lembi che diventavano quelli  misteriosi  di un velo.
Oggi, chiusa nella bellissima casa milanese,  la novantaseienne diva , seguita dalle badanti e dalla nuora , riesce a suggerire  una rassegnazione saggia alla fine della vita , senza illusioni ma  ancora vivacemente agguerrita contro la volgarità che non ha mai accettato.  Ha vissuto come una regina, ha conosciuto , ha avuto di tutto e di più, ha sofferto, ora anche il dolore di una madre che perde l’unico figlio, Jacky, morto  due anni fa.  Ha scelto  il silenzio:  ti guarda,  gli occhi ancora  bellissimi ,  adombrati  seduttivamente dall’inseparabile  foulard,   seguono  perduti  il volo di rondini tromp  l’oeil  che Valentina ha voluto  dipinto nella casa   “come prolungamento del cielo”.      
 
 
 

Venerdì 13 Luglio 2018, 12:53
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