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Chiara Pavan
CHIARA LETTERA di
Chiara Pavan

Nel mondo che brucia di Don Winslow

Lunedì 1 Agosto 2022 di Chiara Pavan
Lo scrittore Don Winslow

Nella città che brucia nessuno trova riparo: lo sapeva Enea mentre fuggiva da Troia in fiamme lasciandosi dietro le rovine della propria vita, e lo sa anche Danny Ryan, irlandese del Rhode Island finito controvoglia in una guerra contro gli italiani per il controllo di un impero criminale. Don Winslow abbandona il Messico, la guerra sporca alla droga della sua potente e disperata “Trilogia del Cartello” (“Il potere del cane”, “Il cartello” e “Il confine”) per tornare agli anni Ottanta e costruire, in un suggestivo gioco di rimandi a Eneide e Iliade, una splendida gangster novel, “La città in fiamme” (HarperCollins Italia, 22 euro), prima parte di una nuova saga che si completerà con “Città di sogni” e “Città in cenere”.

L’AUTORE

Il celebre romanziere, ormai uno degli autori più rappresentativi del poliziesco americano di oggi, amatissimo in Italia dopo il folgorante “L’inverno di Frankie Machine” (2008) e diventato subito un caso letterario, regala una struggente epopea criminale che celebra un mondo di valori ormai perduti. Scruta da vicino la Providence in cui spadroneggiano le bande di italiani e irlandesi che si spartiscono cantieri navali, porti e fabbriche, gestiscono il racket del commercio, delle attività economiche, che manipolano i sindacati e garantiscono, in un certo senso, una sorta di ordine pubblico. Un “accordo” tacito che permette ai «mangiapatate» e ai «mangiaspaghetti» di dividersi gli affari senza spargere troppo sangue, rispettandosi a vicenda. Ma le nuove generazioni rompono l’equilibrio. E tutto a causa di una donna.

 

CASUS BELLI

Proprio come Elena di Troia, anche la Pam che esce dal mare in bikini, sotto lo sguardo stregato dei maschi al sole, è una donna che porterà guai. Lo intuisce subito Danny Ryan mentre la osserva camminare sulla sabbia, bellissima e seducente. Pericolosa. E senza volerlo, Pam diventa la scintilla destinata a divampare l’incendio. In questa Iliade moderna di Winslow, i cui capitoli sono sempre introdotti da citazioni dal poema di Omero, quasi a voler ribadire la dimensione epica del racconto, il protagonista Danny Ryan si ritrova a diventare leader controvoglia, un eroe normale che odia la guerra, che rispetta la sua gente, e che non sa che farsene dei miti della forza. Attorno a lui, però, tutto si sgretola in fretta, il conflitto si inasprisce mettendo fratelli contro fratelli, amici contro amici. E mentre la conta dei morti sale, i nemici si nascondono dove non te lo aspetti, e gli affetti più veri vengono sacrificati sull’altare della “real politik”. Danny Ryan, il gregario che ha sposato la figlia del boss che a mala pena lo tollera, non può far altro che trasformarsi in uno stratega capace di destreggiarsi in un gioco letale dove solo chi vince sopravvive. E come Enea poi in fuga, anche Danny è destinato a fondare una dinastia che dalle strade di Providence arriverà fino ad Hollywood e agli scintillanti casinò di Las Vegas.

LO SGUARDO

Con la sua prosa secca e veloce, animata da dialoghi asciutti e spietati e da personaggi perfettamente delineati nel contesto che li plasma, Winslow dà vita a universi che cozzano l’uno contro l’altro, osservando senza pietà un mondo che si sta sgretolando, ostaggio di un “capitalismo” avido che non dà vie d’uscita. Sono questi “grandi incendi” che divampano da una scintilla, e che tutto distruggono, a ricordarci la fragilità di ogni cosa e di ogni essere umano. Una precarietà con cui tutti, prima o poi, devono fare i conti. Perché nella città che brucia, ieri come oggi, nessuno può più trovare un riparo sicuro.

Ultimo aggiornamento: 03-08-2022 16:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA