La testimonianza/«Gli altri medici mi dicevano che ero seguita dal migliore. Mi chiamava stupida donna»

L'odissea della trentenne dopo il referto sull'Hpv

Mercoledì 1 Dicembre 2021 di Alessandra Lupo
La testimonianza/«Gli altri medici mi dicevano che ero seguita dal migliore. Mi chiamava stupida donna»

Luisa (nome di fantasia per tutelarne la privacy) ha 30 anni ed è una delle vittime di Giovanni Miniello, il ginecologo barese da ieri agli arresti domiciliari con l'accusa di violenza sessuale e smascherato da una inchiesta de «Le Iene». Dal 2017 al 2020 Luisa ha vissuto con la convinzione di avere il papilloma virus e delle lesioni pre tumorali che le avrebbero impedito secondo Miniello - di poter avere dei figli, a meno che non si fosse sottoposta alla terapia alternativa proposta dal professore: andare a letto con lui, immune perché vaccinato, per potersi negativizzare completamente.

 


Per quanto tempo il professor Miniello è stato il suo ginecologo?
«È stato il mio primo e unico ginecologo per dieci anni, da quando ne avevo 19. Non avevo mai avuto alcun problema con lui, anzi mi aveva risolto sempre tutto. Certo, aveva sempre un registro sopra le righe, colorito e spesso privo di freni inibitori; capitava facesse domande dirette sulle mie abitudini sessuali, anche in modo esplicito e spinto, e se non riceveva subito risposta mi chiamava S.D. che stava per stupida donna, perché sosteneva che le donne quando sono innamorate (in quel periodo ero fidanzata) diventassero stupide».
Poi all'improvviso è cambiato qualcosa.
«Ha iniziato a dirmi che dovevo fare attenzione al papilloma, che 8 donne su 10 ne soffrono, finché questo papilloma virus non è venuto fuori. Dopo la prima positività, ha iniziato a farmi fare visita ed esami ogni sei mesi: risultavo sempre positiva ora a un ceppo, ora a un altro. Mi prescriveva una cura molto dispendiosa che diceva aver inventato lui, la papillocare».
Quando hai capito che c'era qualcosa che non andava?
«A marzo 2018 faccio l'ennesimo test che risulta negativo e così decido di non avere più rapporti sessuali fino agli esami e alla visita successivi. A novembre però il test era di nuovo positivo. Non capivo, ma lui mi disse che il virus si nasconde, a volte si negativizza e poi riappare. Avevo un dubbio enorme e mi sono rivolta al consultorio; lì però, quando la ginecologa ha sentito che ero seguita da Miniello, mi ha dato il foglio di rinuncia, chiedendomi perché fossi ancora lì visto che ero seguita dal migliore».
Non è stato un caso isolato.
«No. Sono andata anche in una clinica privata. Dopo la visita una ginecologa che lavorava lì mi ha detto che aveva avuto Miniello come professore della specializzazione e non se la sentiva di andare in contrasto con la sua diagnosi».
E così è tornata da lui, ad aprile 2019.
«Esatto. Se tutti ti dicono che ti segue il migliore, che fai? Dopo la visita, esausta, gli ho chiesto cosa potessi fare perché avevo amiche positive che facevano delle terapie e lui doveva trovarmi una soluzione. È stato in quel momento che mi ha detto l'unico modo è fare sesso con me, o trovarti un ragazzino vaccinato così ti negativizzi».
Qual è stata la tua reazione?
«Gli ho detto: o sono pazza io, o sei pazzo tu!. Ma poi per una frazione di secondo mi sono anche detta che lui era il medico, il luminare. E se avesse avuto ragione? Mi sono alzata frastornata e sulla porta dello studio lui prima mi ha abbracciata, dicendomi che avremmo risolto la cosa, e poi mi ha infilato la lingua».
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Ultimo aggiornamento: 17:07 © RIPRODUZIONE RISERVATA