Fisichella: «La Comunione? Berlusconi
si è separato da Veronica, può farla»

PER APPROFONDIRE: berlusconi, veronica lario

di Franca Giansoldati

CITTA’ DEL VATICANO (21 aprile) - Non è la prima volta che il presidente del Consiglio Berlusconi si trova al centro di polemiche legate alla questione della comunione ai divorziati.



Due anni fa, durante un suo soggiorno estivo in Sardegna, al vescovo di Tempio Pausania che stava inaugurando il nuovo campanile della chiesa di Porto Rotondo, gli chiese a bruciapelo quando la Chiesa avrebbe cambiato le regole per ammettere «noi separati» alla comunione. Aggiungendo: «Lei che ha potere si rivolga a chi è più in alto di me». In questi giorni a risollevare la questione ci ha pensato una fotografia che ritrae il premier intento a comunicarsi durante il funerale di Raimondo Vianello. Inutile dire che questa immagine sta creando un certo disorientamento tra i fedeli, poiché tutti sanno che il premier è divorziato e risposato.



Arcivescovo Rino Fisichella la gente si chiede se il divieto è caduto tout court o se per lui la Chiesa ha fatto una eccezione?

«Nessuna eccezione. Ci mancherebbe. La Chiesa non ha mai cambiato idea a tal proposito, i divorziati che si sono risposati una seconda volta civilmente, non possono accostarsi a questo sacramento. Era così ed è tuttora così, non è mutato niente».



E allora?

«Se il presidente del Consiglio prima di accostarsi all’ostia consacrata era nella condizione di poterla prendere, vale a dire se si era prima confessato, nulla glielo vietava».



Il sacerdote che ha celebrato il rito funebre, non doveva rifiutarsi di dare l’ostia consacrata a un divorziato?

«E perché mai?».



Tanto per cominciare, perché per la Chiesa, è collocato in una situazione irregolare..

«Facciamo subito un po’ di chiarezza. Il presidente Berlusconi essendosi separato dalla seconda moglie, la signora Veronica, con la quale era sposato civilmente, è tornato ad una situazione, diciamo così, ex ante. Il primo matrimonio era un matrimonio religioso. E’ il secondo matrimonio, da un punto di vista canonico, che creava problemi. E’ solo al fedele separato e risposato che è vietato comunicarsi, poiché sussiste uno stato di permanenza nel peccato. A meno che, ovviamente, il primo matrimonio non venga annullato dalla Sacra Rota. Ma se l’ostacolo viene rimosso, nulla osta».



In pratica, con la separazione dalla signora Veronica, il presidente Berlusconi è nelle condizioni di accostarsi alla comunione dato che non vive più in uno stato di permanenza di peccato, ho capito bene?

«Esattamente».




© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mercoledì 21 Aprile 2010, 17:39






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5 di 56 commenti presenti
2010-10-20 19:28:00
Che tristezza Che tristezza verificare quanto in basso, tramite l'uso di cavilli, sia sceso il valore del matrimonio e della famiglia, mi chiedo se Mons. Fisichella avrebbe dato le stesse risposte se il divorziato fosse stato una persona qualunque. Chi mi legge non fraitenda, non centra nulla che la persona in questione sia b., ma semplicemente vivendo a stretto contatto con la Chiesa sono molti anni che constato la differenza di atteggiamento che questa riserva alle persone potenti politicamente e/o economicamente rispetto alle persone comuni, per non parlare poi della defferenza verso le organizzazioni pseudo cattoliche che hanno un forte potere economico. Ma che fine hanno fatto gli insegnamenti di Gesù, che metteva al primo posto gli ultimi?
2010-04-22 22:55:00
Secondo me mons. Fisichella... ... poteva risparmiarsi questa dichiarazione. Invito chi legge e chi scrive su questo sito a visitare ed a collaborare col sito www.pietates.it , un sito di contenuti cristiani e senza scopo di lucro.
2010-04-22 19:11:00
Per commento inviato il 22-04-2010 alle 17:34 da piero. Gradisco la Sua insistenza, perché non bisogna mai smettere di dialogare se vogliamo capirci, e accetto che Lei rimanga nella sua posizione perché la rispetto. Alla domanda quante volte dobbiamo perdonare, 7 volte? Gesù rispose non 7 ma 70 volte 7. Chi si risposa e poi si separa, ponendo termine a quello che per la Religione Cattolica era un concubinaggio, se pentito può essere assolto dai suoi peccati. Il perdono riguarda il peccatore, questo nulla toglie alla gravità del peccato, perciò non si pone rimedio ai divorzi togliendo l’indissolubilità del matrimonio. La nostra società cerca spesso di rimuovere l’errore, quando sono in molti a sbagliare, e qui mi fermo. È anche vero che la nostra società si accanisce con il peccatore più che con il peccato, e questo accade talvolta anche all’interno del Clero, ma noi dobbiamo seguire il Vangelo e le direttive del Clero che non sempre sono osservate dai suoi componenti. Cordialità, Leonardo.
2010-04-22 18:58:00
i censori del gazzettino avevo scritto un commentino senza offese e vedo che ne sono stati pubblicati un gran numero ben più duri e feroci del mio. si, va bene, ora posterete la solita frase...ci si arrampica sugli specchi e monsignor fisichella dovrebbe avere il pudore di dire che a berlusconi si perdona tutto perchè oltre che ai soldi che dà ai preti è un campione della fede. tutti si metterebbero il cuore in pace. ora pro nobis ----------------------------------------------------------------------------------------------------- Abbiamo provveduto a pubblicare il suo commento emendando la parte che non rispettava le regole che governano questo spazio. La redazione web
2010-04-22 17:39:00
è tutta e sempre pubblicità Parafrasando una pubblicità di tempo fà: due porcate sono meglio che uan ! Si è buoni cattolici (e LUI lo diceva di se stesso anche prima della seconda separazione) se si divorzia un numero pari di volte, si è esclusi se ci si separa o si divorzia un numero dispari di volte! E' molto semplice, elementare direi. E poi vuoi che un Monsignore vada a rischiare problemi sull' 8xmille? Per un personaggio particolare si può ben sprecare qualche particola, o no? E chi ci tiene più a rischiare la testa, visto quello che è capitato a suo tempo a San Giovanni ? Chi ha mai più sentito i nostri prelati dire "non ti è lecito!" ai politici ?