Trenitalia, ultima fermata esasperazione
Pendolari veneti sul piede di guerra

Pendolari alla stazione di Mestre (foto d'archivio)
VENEZIA (14 settembre) - Trenitalia, gli utenti sono all’esasperazione. I problemi sono ormai moltissimi, a partire dalle stazioni, quelle cosidette minori, in cui non c’è più personale, non esistono nemmeno le "macchinette" obliteratrici e se ci sono spesso non funzionano. Per non parlare dei convogli, che su alcune linee sono vecchi, obsoleti e sempre sovraffollati.



L’elenco è lungo. Nel veneziano, i più fortunati sono sicuramente i pendolari della stazione di San Donà di Piave che possono acquistare il biglietto o l’abbonamento da quel signore in divisa, una tipologia ormai in via di estinzione, che si chiama bigliettaio. I più sfortunati sono invece quei pendolari di altre stazioni della provincia che devono fare i conti con biglietterie automatiche fuori uso e come se non bastasse di obliteratrici che non funzionano. E qui di esempi ce ne sono in abbondanza.



Come nella stazione di Mira-Mirano dove il distributore di biglietti è da tempo fuori uso, lo stesso vale per Meolo dove il disagio dura “solo” da un anno. Nelle stazioni di Spinea, Gaggio Porta Est e Carpenedo per acquistare il biglietto ci si deve rivolgere agli esercizi commerciali che spesso non sono proprio vicini alle stazioni e non sempre aperti. A Quarto d’Altino invece, il distributore c’è, ma non accetta banconote, per cui una volta pieno il contenitore, le monete vengono respinte.



A Padova sono soprattutto i materiali a suscitare le lamentele dei pendolari della linea Montagnana-Monselice, migliaia fra studenti e lavoratori che ogni giorno salgono sui convogli di Trenitalia diretti per lo più a Padova. Gli orari delle corse, realisticamente, sono invece accettabili, con alcuni accorgimenti messi in opera anche di recente per le coincidenze alla stazione di Monselice. Le stazioni di Montagnana, Saletto, Ospedaletto ed Este sono da anni senza personale né biglietteria, spesso con le macchinette obliteratrici fuori servizio.



Ma sono soprattutto i convogli a creare frequenti malumori. Anche se la linea è da anni elettrificata, fra Montagnana e Padova corrono spesso vecchie motrici diesel che dimostrano tutti i chilometri percorsi, mentre raramente si vedono i moderni “treni ad alta frequentazione” che sono destinati ad altre linee. I convogli, così, sono quasi sempre vecchi e sporchi, fuori e soprattutto dentro, porte che non si aprono, condizionatori che, se funzionano, lo fanno in un vagone sì ed in uno no.



L’altro grosso problema è quello del sovraffollamento di alcune corse; su tutte il “Regionale 11559” che parte da Padova alle 18.21: due vecchi vagoni chiaramente insufficienti per il più frequentato orario di ritorno a casa. Disagi sono stati più volte segnalati anche lungo la tratta ferroviaria tra Camposampiero e Padova e tra Camposampiero e Castelfranco. I pendolari hanno costituito un Comitato scrivendo più volte a Trenitalia.



Nel Bellunese quella che è stata definita dagli addetti ai lavori come una delle estati più tormentate della storia della ferrovia bellunese terminerà con una buona notizia. Proprio oggi, lunedì 14, infatti, riapre la linea Ponte nelle Alpi-Conegliano interrotta per due settimane per consentire l’esecuzione di interventi di miglioria. «Almeno qualcosa di buono - commenta ironico Lino Di Sano, segretario provinciale Uil Trasporti - in quest’ultimo lungo periodo in cui i problemi si sono sommati uno dopo l’altro».



A cominciare dalla carenza di personale che ha visto gli sportelli delle stazioni di Belluno e di Feltre rimanere con le serrande abbassate, nel complesso, per cinque volte. Per proseguire poi con i numerosi guasti registrati che hanno indotto gli utenti a dover ripiegare sugli autobus sostitutivi. E ancora, i distributori automatici di biglietti fuori uso ormai da un paio di anni. «Una situazione - sottolinea Di Sano - che più volte ci ha fatto lanciare un grido di allarme: "Basta continuare a perdere pezzi". La linea ferrata nella nostra provincia è di circa 100 km e purtroppo rappresenta, sempre più spesso, un calvario per molti utenti. Soppressione di treni, autocorse sostitutive (alcune “fantasma”), ritardi, mancanza di informazioni. Sarà la scarsa manutenzione o la veneranda età dei mezzi, sta di fatto che i problemi non mancano mai».



Altra questione difficile è quella che riguarda la soppressione della figura del capostazione a Calalzo. «Ruolo - ricorda Di Sano - presente solo quando circola il treno Calalzo-Roma, e non sempre, con due turni quotidiani. Nella stazione cadorina esiste solo la biglietteria di Trenitalia che attua un turno spezzato con apertura alle 8 e chiusura alle 17; più pausa pranzo 12.30 alle 14.30».



«Da gennaio 2007 il prezzo dei biglietti Trenitalia è aumentato, senza che sia migliorata la qualità del servizio e senza tener conto dell'assetto regolatorio vigente. Si tratta quindi di aumenti illegittimi». La denuncia è del Movimento Consumatori che, per questo, ha avviato una causa collettiva contro la società di Fs che gestisce le attività di trasporto passeggeri e di logistica allo scopo di ottenere un risarcimento per gli utenti.



(Hanno collaborato Raffaella Gabrieli, Riccardo Piva, Nicoletta Masetto, Lorenzo Baldoni)

Lunedì 14 Settembre 2009, 17:46






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