Zaia: «Veneto fuori, pessimo inizio»
Confindustria: ci aspettavamo di più

PER APPROFONDIRE: governo, pd, reazioni, renzi, zaia
Luca Zaia e il presidente veneto di Confindustria Roberto Zuccato

di Paolo Francesconi

VENEZIA - Beatrice Lorenzin e Pier Carlo Padoan di veneto hanno solo il cognome, oltre sicuramente a qualche antenato nel ramo familiare. Ma, briciole a parte, nel governo Renzi non c’è nessun ministro del Nordest: Flavio Zanonato non lascia "eredi".



Roger De Menech, segretario veneto del Pd, spiega: «In passato, soprattutto nei governi di centrodestra, il Veneto è stato anche molto rappresentato ma le risposte sono state, a detta di tutti, molto deboli, a partire dal federalismo. Non mi interessa l’appartenenza». Non è di questo parere il presidente del Veneto Luca Zaia: «Come volevasi dimostrare non c’è nessun veneto. La regione che lascia 21 miliardi di tasse a Roma e con 600mila imprese mantiene l'Italia è stata trattata come periferia dell'Impero. Un pessimo inizio».



Roberto Zuccato, presidente veneto di Confindustria, ammette che «si aspettava forse qualcosa di più dalla composizione della squadra, ma ci sembra giusto concedere tempo ai ministri».



L'articolo completo e altri servizi sul nuovo governo sul Gazzettino in edicola e nelle'dizione digitale, cliccando qui

Venerdì 21 Febbraio 2014, 15:21






Condividi su Google+ Commenta
<< CHIUDI
CONDIVIDI LA NOTIZIA
Zaia: «Veneto fuori, pessimo inizio»
Confindustria: ci aspettavamo di più
CONDIVIDI LA NOTIZIA
DIVENTA FAN
SEGUICI SU TWITTER
COMMENTA LA NOTIZIA
5 di 25 commenti presenti
2014-02-23 13:46:44
@ Ruzante 08:47 Federalismo all\'italiana. L\'Italia ha permesso alle Regioni di avere una loro Pubblica Amministrazione e suoi salariati,ma non ha ridotto di un numero equivalente di salariati la Pubblica Amminisrazione a Roma;se ogni Regione inoltre avesse dovuto funzionare,diciamo con il solo 80% delle sue tasse,forse certe Regioni non avrebbero assunto personale inutile e la perequazione sarebbe molto più bassa.
2014-02-23 08:47:16
per agner- commento inviato il 2014-02-22 alle 17:00:17 e franco 505 Le regioni sono state una conquista relativamente recente, vennero istituite nel 1970, e senza di esse lo stato sarebbe del tutto centralista, come durante il regno sabaudo e il ventennio fascista. Il processo inquietante e assurdo al quale stiamo assistendo è appunto un\'inversione di marcia, un ritorno a un antidemocratico centralismo, il contrario di quanto sarebbe auspicabile. E questo temo (per lo stato italiano) sia il canto del cigno.
2014-02-22 22:54:38
Povero veneto Ė un atto di disprezzo per la regione che contribuisce alla più alta percentuale d\'entrate contributarie.
2014-02-22 18:46:13
COME ERA DA PREVEDERSI, un pesce in faccia dopo l\'altro, ci hanno sempre trattato da beoni, da incolti, da analfabeti e da servi della gleba. Nulla di male, è sempre utile alla causa delle secessione buttare paglia sopra le ceneri, mai sopite, e prima o dopo l\'incendio divamperà ma non sarà il classico fuoco dei forconi siciliani. Però non è ancora giunto il momento, o bene o male, ancora si riesce a mangiare. C\'è solo da sperare in peggio.
2014-02-22 17:20:14
Per agner... 17:00 Certe servono per pagare....certe per avere una maggioranza e averle alleate per mettere in minoranza quelle che pagano....più chiaro di così....