Treviso. 11 anni, il sorriso e poi la morte:
Tommaso ucciso da un tumore al cervello

Tommaso Vendramini insieme al suo cane

di Roberto Ortolan

TREVISO - «La morte se lo è portato via a 11 anni, ma Tommaso l’ha affrontata senza un lamento, quasi col sorriso sulle labbra perché aveva fede»: è così che mamma Lorenza Danesin e papà Stefano Vendramini vogliono ricordare il loro figlioletto. Ora si stringono forte al cuore l’altro figlio Lorenzo, di 7 anni e mezzo.



Tommaso è morto ieri mattina. Dall’aprile scorso stava lottando, con coraggio, per battere il tumore al cervello che lo stava divorando e che non gli ha dato scampo. Le cure sembravano avere successo, ma poi è arrivata la metastasi. In 11 mesi Tommaso ha affrontato prove terribili che gli hanno piegato il fisico, ma non la voglia di vivere e la speranza. «La fede nel Signore - spiega mamma Lorenza - gli dava la forza. Una fede incrollabile che è rara in un bambino».



Tommaso si è dovuto sottoporre a vari cicli di chemioterpia, con periodici ricoveri nel reparto di oncologia pediatrica della clinica la "Città della Speranza" a Padova. Ha affrontato anche un doppio intervento chirurgico, che gli ha minato il fisico, togliendogli la possibilità di camminare. Ma Tommaso non si è scoraggiato. Ha lottato, lavorato e faticato. A gennaio, da grande appassionato di sport, è riuscito a camminare tanto da rimettersi gli sci ai piedi. Ha anche voluto coronare un sogno: la Prima comunione. Ha insistito per mesi coi genitori che sono riusciti a strappare il consenso ai medici, inizialmente contrari. I coetanei l’avevano fatta a maggio e Tommaso, rincasato dall’ospedale, ha potuto indossare la tunica bianca a ottobre. «È il giorno più bello della mia vita», aveva sussurrato felice ai genitori. Poi è tornato ad affrontare il calvario. Il tormento che ieri lo ha ucciso.



«Tommaso era un bimbo vivace, curioso e felice - spiegano mamma, papà e zia Federica -. Ha praticato tanti sport, con quel suo fisico esile ma con spirito indomito. È sempre andato in chiesa perché desiderava fare il chierichetto. Era fiero di essere un lupetto degli scout. Amava lo sport, l’attività fisica e gli animali - dice la mamma scossa da un singhiozzo - con i quali voleva riempire la casa. Tartarughe, criceti e, finalmente, un cagnolino: l’ultimo regalo di Babbo Natale. Il desiderio? Gestire una fattoria con tanti animali».



Proprio Tommaso ha aiutato i genitori ad affrontare la prova più terribile, il momento della fine. «Ci ha fatto vivere gli ultimi mesi di grande angoscia - conclude mamma Lorenza - con serenità. Sulla piccola bara, per ricordare le sue passioni, ci saranno la veste bianca della comunione e la divisa da lupetto».
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Lunedì 21 Marzo 2011, 09:59






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