Federalismo municipale. Allarme Cgia:
«Pagheremo 410 euro di tasse in più»

Giuseppe Bortolussi, segretario della Cgia di Mestre
VENEZIA - «Dal 2014, così come previsto dal decreto sul federalismo municipale, gli imprenditori proprietari di negozi, uffici, laboratori e capannoni industriali dovranno applicare l'Imu, con il rischio di vedersi aumentare le tasse: in media di 410 euro in più all'anno». La afferma il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi che, insieme al suo ufficio studi, ha curato una simulazione sugli effetti economici che l'Imu provocherà sulle tasche degli imprenditori italiani.



Per la Cgia secondo il testo del decreto sul federalismo municipale al voto oggi, l'Imu, a partire dal 2014, assorbirà l'Ici e l'Irpef sui redditi fondiari delle seconde case e sostituirà l'Ici sugli immobili strumentali. L'applicazione dell'Imu per la Cgia, rispetto alla situazione odierna, porterà ad un aggravio della tassazione sugli immobili per un valore complessivo di 542 milioni di euro (pari ad un aumento medio per ciascuna azienda di +410 euro l'anno), così suddiviso: 41,6 milioni di euro in capo ai negozianti (aumento pro azienda pari a 110 euro); 50,8 milioni di euro tra i liberi professionisti (+190 euro per ciascun proprietario); 449,5 milioni di euro tra gli industriali e gli artigiani (incremento annuo per ciascun imprenditore pari a 668 euro).

Mercoledì 2 Marzo 2011, 17:09






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