Mauro Corona: «I boati sul Fadalto di
origine umana, forse sono gli americani»

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Mauro Corona (archivio)

di Gigi Bignotti

TREVISO - Allora Mauro Corona, cosa sono questi boati in Fadalto e poi in Alpago? L’uomo della montagna - lo scrittore-scultore 60enne che vive a Erto sotto il monte Toc - ha un’esitazione, sospira, ma poi è il solito fiume in piena. «Sto seguendo questa vicenda anche se di persona non li ho ancora sentiti. Nella mia vita, comunque, ho una lunga esperienza di boati quassù fra le montagne. Ne ho sentiti decine di volte, anche di recente qui sopra in Val Zemola».



E che idea si è fatto?

«Guardate, dovrei sentirli, anche per pochi istanti, per capire meglio, comunque, da quello che leggo, non dovrebbe essere la terra che trema... Io quindi dico alla gente di stare tranquilla».



Nulla a che fare con movimenti tellurici?

«No, non è neppure un micro-terremoto perchè in quel caso ci sarebbero movimenti sussultori, nelle case si vedrebbero ondeggiare i lampadari, insomma tutti i segnali di un sisma».



E invece...?

«Invece si tratta soltanto di boati, a quanto mi ha detto anche un amico che li ha sentiti. Quindi potrebbero essere gli echi di qualche esplosione sotterranea, lavori insomma, scavi oppure esercitazioni militari».



Intende degli americani?

«Sì, certo, e chi se no? Più volte mi ricordo di averle sentite quassù quelle esplosioni. Poi ho scoperto che ad Aviano o nella zona era state compiute esercitazioni con esplosivi. I boati non erano altro che le volate ovvero il rumore che si trasmetteva tra le gallerie sotterranee».



Ma potrebbe essere arrivato fino nel Vittoriese?

«Certo, teoricamente se trova le gallerie in cui incanalarsi può arrivare anche molto lontano e a distanza di tempo trasmettendosi da una volta all’altra...»



Anche di alcune ore?

«Sì, possono trascorrere ore fra la prima esplosione e la sua eco. Appunto come succede spesso in Val Zemola proprio per qualche esercitazione dei militari americani, ma non è detto che siano loro. Ci possono essere scavi anche di aziende private che usando la dinamite provocano questi boati».



Lei è esperto di queste operazioni sotterranee?

«Nonostante quanto dice qualcuno dei mei detrattori che mi vede fare il pagliaccio in tv (ma ormai tutto quanto uno vuol fare deve dirlo in tv, altrimenti è come se non fosse accaduto), io da giovane ho lavorato in miniera, ho fatto scavi e gallerie, insomma mi sono sporcato le mani...».



Quindi conosce la montagna anche dal di dentro?

«Sì, l’ho vissuta dal di dentro, l’ho ascoltata e la conosco a fondo, anche se ad esempio quel "Tirocinio" (il giornalista Trocino, ndr, che è appena uscito con un libro dissacrante) mi sbeffeggia inserendomi fra le "popstar della cultura". Avesse letto lui tutti i classici che io conosco a memoria».



Per finire: questi boati sono "colpa" dell’uomo?

«Purtroppo credo di sì, all’uomo non bastano mai le opere che già ha realizzato, continua ad alterare la natura, vuole continuamente modificarla e assogettarla. Questi segnali sono gli effetti collaterali con cui ormai dobbiamo tristemente convivere, ma ripeto, in questo caso, non c’è nulla di cui allarmarsi».
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mercoledì 2 Febbraio 2011, 08:44






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