Il nuovo romanzo di Camilleri:
Angelica ammalia Montalbano

Il nuovo romanzo di Camilleri:  Angelica ammalia Montalbano
ROMA (21 ottobre) - Pubblichiamo uno stralcio dal primo capitolo del romanzo di Andrea Camilleri "Il sorriso di Angelica" (Sellerio Editore, 272 pagine, 14 euro), protagonista il commissario Montalbano, da oggi in libreria. A Vigata una banda di ladri ripulisce gli appartamenti di facoltosi professionisti e le modalità dei furti si ripetono sempre uguali. A subire un furto in casa è anche Angelica Cosulich, "trintina" di bello aspetto. A Montalbano, Angelica ricorda l'eroina dell'Orlando Furioso così come se la era immaginata quando era sui banchi di scuola. E si strugge d'amore per lei.



di Andrea Camilleri



’Na libreria completamenti svacantata e i libri alla sanfasò supra al pavimento, scrivanie e tangèr coi cascioni aperti.



Latri e poliziotti avivano questo ’n comuni quanno perquisivano un appartamento; un tirrimoto di certo avrebbi lassato le cose tanticchia cchiù in ordini.



’N cucina ci stava ’na picciotta trentina, macari lei biunna, graziosa e gentili.



«Mia moglie Caterina».



«Le faccio un caffè?» spiò la signura.



«Perché no?» disse il commissario.



’N funno, la cucina era la càmmara meno sconquassata.



«Forse è meglio parlare qua» fici Montalbano assittannosi supra a ’na seggia.



Peritore l’imitò.



«Mi pare che la porta d’ingresso non è stata forzata» continuò il commissario. «Sono entrati dalle finestre?».



«No. Sono entrati con le nostre chiavi» disse Peritore.



Si ’nfilò ’na mano ’n sacchetta, tirò fora un mazzo di chiavi, lo posò supra al tavolino.



«Le hanno abbandonate nell’ingresso».



«Scusate, ma allora voi non eravate in casa quando è stato commesso il furto?».



«No. Proprio ieri sera siamo andati a dormire nella nostra casa al mare, a Punta Piccola».



«Ah. E come avete fatto a entrare qua se le chiavi le avevano i ladri?».



«Tengo sempre un mazzo di riserva dal portinaio»



«Scusate, non ho capito bene. Ma le chiavi per entrare qua i ladri dove le hanno prese?».



«Dalla nostra casa al mare».



«Mentre voi ci dormivate?».



«Esattamente».



«E lì non hanno rubato?».



«Certo che sì».



«Allora i furti sono stati due?».



«Esattamente».



«Mi perdoni, commissario» fici la signura Caterina sirvennogli il cafè. «Forse è meglio che le racconti io, mio marito non riesce a riordinare le idee. Dunque. Stamattina ci siamo svegliati alle sei con un po’ di mal di testa. E subito ci siamo resi conto che i ladri, forzando la porta della villetta al mare, ci avevano storditi con qualche gas e avevano fatto i comodi loro».



«Non avete sentito niente?».



«Assolutamente niente».



«Strano. Perché vede, prima di addormentarvi, hanno forzato la porta. Me l’ha appena detto lei. E qualche rumore...».



«Beh, noi eravamo...».



La signora arrussicò.



«Eravate?».



«Diciamo piuttosto brilli. Abbiamo festeggiato i cinque anni di matrimonio».



«Capisco».



«Insomma, non avremmo sentito le cannonate».



«Vada avanti».



«I ladri nella giacca di mio marito hanno trovato il portafogli con il documento d’identità e l’indirizzo della nostra abitazione, cioè questa, e le chiavi di qua e della macchina. Si sono messi comodamente in auto, sono venuti qua, hanno aperto, hanno rubato quello che c’era da rubare e addio».



«Cos’hanno portato via?».



«Beh, a parte la macchina, dalla casa al mare relativamente poco. Le nostre fedi, il Rolex di mio marito, il mio orologio coi brillanti, una collana mia di un certo valore, duemila euro in contanti, i nostri due computer, i cellulari, le carte di credito che però abbiamo bloccato».



Chiamalo poco.



«E una marina di Carrà» concludì la signora frisca frisca.



Montalbano satò supra alla seggia.



«Una marina di Carrà? E la tenevate così?».



«Beh, speravamo che non se ne capisse il valore».



E ’nveci l’avivano accapito, il valori.



«E qua?».



«Qua il bottino è stato più grosso. Intanto, il portagioielli con tutte le mie cose».



«Roba di valore?».



«All’incirca un milione e mezzo di euro».



«E poi?».



«Gli altri quattro Rolex di mio marito che ne fa collezione».



«E basta?».



«Cinquantamila euro. E...».



«E?».



«Un Guttuso, un Morandi, un Donghi, un Mafai e un Pirandello che mio suocero aveva lasciato in eredità a suo figlio» disse la signora tutto d’un sciato.



’Nzumma, ’na galleria d’arti d’enormi pregio.



«Una domanda» fici il commissario. «Chi lo sapeva che sareste andati a festeggiare l’anniversario del vostro matrimonio nella villa di Punta Piccola?».



Marito e mogliere si taliaro per un attimo.



«Beh, i nostri amici» arrispunnì la signora.



«E quanti sono questi amici?».



«Una quindicina».



«Avete una cameriera?».



«Sì».



«Pure lei lo sapeva?».



«Lei no».



«Siete assicurati contro i furti?».



«No».



«Sentite» disse Montalbano susennosi. «Dovete venire subito in commissariato a sporgere regolare denunzia. Vorrei la descrizione particolareggiata dei gioielli, dei Rolex e dei dipinti».



«Va bene».



«Vorrei anche l’elenco completo degli amici ch’erano informati con relativi indirizzi e numeri di telefono».



La signora fici ’na risateddra.



«Non sospetterà di loro, spero».



Montalbano la taliò.



«Lei pensa che s’offenderebbero?».



«Certamente».



«E lei non dica loro niente. Io vi precedo. Ci vediamo in commissariato».



E sinni niscì.








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Giovedì 21 Ottobre 2010, 15:14






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1 di 1 commenti presenti
2010-10-21 19:10:00
Il nuovo romanzo di Camilleri Da quello che mi pare di capire leggendo lo stralcio, si tratta anche questa volta del raccontino infarcito di dialoghi con le battute che impegnano ciascuna una riga, così da riempire pagine e pagine per farlo diventare un romanzo. A parte questo, a me Camilleri piace.