Padova. Roulette etilica: «Tutti ubriachi,
guida tu». Patente ritirata a una 27enne

PER APPROFONDIRE: alcoltest, etilometro, festa, patente, ubriaco
Un test con l'etilometro (archivio)

di Cesare Arcolini

PADOVA (11 ottobre) - Tutti brilli dopo la festa di compleanno dell’amico padovano. Ma a fine party, quand’ il momento di ripartire per tornare a casa, decidono di estrarre a sorte chi si sarebbe messo al volante. La prescelta un’impiegata ventisettenne di Cavarzere, nel veneziano: il destino, con lei, è "clemente". Nessun incidente stradale, ma un incontro "fatale" con la Polstrada. Inequivocabile il verdetto dell’etilometro: 0.85. Per lei ritiro immediato della patente e una denuncia penale per guida in stato d'ebbrezza. La scena è curiosa: la giovane scoppia in lacrime, gli amici, tutti ubriachi, tentano di confortarla. Uno di loro non riesce neppure a parlare e fatica a stare in piedi. Per farli rientrare, gli agenti sono costretti a chiamare una cugina, che si prende l'incarico di fare da "taxi" alla comitiva.



Metti una notte a Padova, all'ospedale Sant'Antonio di zona Facciolati, a stretto contatto con ubriachi, drogati, medici e forze dell'ordine. Il pian terreno del nosocomio come un "miglio verde": più stanze in fila, molteplici controlli, fino alla reception delle forze dell'ordine che fanno firmare la "condanna", il ritiro del documento di guida.



I pattugliamenti contro le stragi del sabato sera hanno interessato tutte le forze di polizia. Su 115 automobilisti controllati, cinque hanno perso la patente. Quattro per abuso di alcol, uno per uso di sostanze stupefacenti. Al Sant'Antonio, a coordinare l'attività, il medico legale della Questura, Massimo Puglisi: «Questi servizi coordinati sono un valido deterrente per circoscrivere il fenomeno dello sballo. In termini numerici, si registra un netto abbassamento dei sinistri stradali. Ma si può fare ancora molto. Sicuramente i pattuglioni anti stragi proseguiranno almeno a cadenza bimensile».



Mentre carabinieri e polizia fanno la spola tra la strada e l'ospedale con le persone fermate, tra le mura della struttura sanitaria si scoprono storie originali. Che si mescolano alla rabbia iniziale delle persone "beccate" e fermate, cui seguono poi disperazione e preoccupazione. C’è poi chi tenta di farla franca, chi spera di ingannare le forze dell’ordine, chi cerca di modificare l’esito dei test. Tra le stanze dell'ospedale, adibite a stazione mobile dell'alcoltest, c'è tempo anche per conoscere autentiche leggende metropolitane di automobilisti alticci. Una ragazza, tra la prima e la seconda prova dell'alcoltest, si è bevuta un litro d'acqua convinta, così facendo, di diluire l'alcol nel sangue. Un altro si è messo in bocca un pacchetto di gomme americane alla menta. Artifizi che ovviamente non hanno portato a nulla.



Il personale medico dell'ospedale è stato persino costretto a sigillare i rubinetti dell'acqua del lavandino, perché c'è stato chi ha diluito la provetta delle proprie urine per occultare le tracce della droga assunta poco prima.
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Lunedì 11 Ottobre 2010, 09:20






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