Treviso. L'offerta di lavoro a una 20enne:
«Commessa per 200 euro al mese»

(archivio)

di Giampiero Maset

TREVISO (13 luglio) - Sentirsi proporre 200 euro al mese raggela le aspettative di chi è alla ricerca di un posto di lavoro e lo getta in uno stato di prostrazione, perché delude il sogno di potersi realizzare. Il caso è stato segnalato da F.B., un manager che opera nel settore dei trasporti, residente a Conegliano.



La figlia ventenne, con il suo diploma di maturità liceale, anziché continuare gli studi universitari gravando sulla famiglia, ha pensato di mettersi a lavorare, rispondendo all'annuncio di un'agenzia interinale, con la possibilità di trovare un impiego come commessa in un negozio di abbigliamento intimo nel centro cittadino. La giovane si è presentata in agenzia assieme ad altre quindici candidate.



Ha atteso il suo turno e si è sottoposta ad un colloquio in cui le è stato chiesto di tutto ed alla fine le hanno riconosciuto che aveva i requisiti necessari e le hanno prospettato di sottoscrivere un contratto trimestrale con un compenso mensile netto di 200 euro per lavorare sei giorni alla settimana nell'orario di apertura del negozio, meno di quello che molti studenti ricevono come "paghetta" dai genitori per andare al bar o ritrovarsi con gli amici. Le è stato spiegato che, dopo i tre mesi, se avesse superato la prova, le sarebbe stato offerto di continuare con condizioni diverse che l'avrebbero gratificata. La giovane, che si aspettava qualcosa di diverso, è rimasta choccata e non ha accettato.



«È tornata a casa piangente e disperata - racconta il padre - e mi chiedo se la flessibilità nel mercato del lavoro, che può essere una opportunità o una necessità, debba arrivare a produrre questi mostri, vanificando i sogni di tanti giovani». Il caso della figlia di F.B. non è l'unico e riguarda tanti altri ragazzi che vorrebbero rendersi indipendenti economicamente e non continuare a pesare sulla famiglia. G.B. è un'altra giovane di vent'anni, che ha conseguito il diploma di geometra con il massimo dei voti, ma non ha trovato posto in uno studio professionale, pur senza pretendere alcun compenso, per fare praticantato e potersi iscrivere all'albo professionale. Per raggranellare qualcosa, si arrangia distribuendo materiale pubblicitario di un grande magazzino.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Martedì 13 Luglio 2010, 10:19






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