Tartarughe marine, strage in Messico. Oltre 300 annegate per la pesca illegale: «Erano tutte femmine»

Domenica 31 Ottobre 2021 di Remo Sabatini
Una Caretta caretta salvata dall'amo di un pescatore (immag archivio Remo Sabatini)

Oltre trecento tartarughe marine della specie conosciuta come "olive ridley" sono state rinvenute morte nelle acque che lambiscono la spiaggia di Morro Ayuta a Oaxaca, in Messico. Una vera e propria strage che assume toni ancor più drammatici se si considera che, come confermato dallo studioso Ernesto Albavera Padilla ai quotidiani locali, la totalità degli esemplari, tutti morti annegati, erano femmine. La località del triste rinvenimento, infatti, è nota per essere un "hot spot" utilizzato da sempre da questa specie per la deposizione delle uova. Chi o cosa le ha uccise? La domanda che si sono posti studiosi e autorità ha trovato immediatamente risposta. La strage, sarebbe infatti da imputare alle reti da pesca illegali sempre più presenti in quelle aree. Reti alle quali sarebbero rimaste impigliate e che rappresentano una trappola micidiale anche per chi, come le tartarughe, ha bisogno di risalire in superficie per respirare.

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La strage di queste ore, sulla quale sta indagando anche la Marina messicana, non è purtroppo la prima del suo genere. Già nel 2018, centinaia di tartarughe olivastre erano state uccise dalle reti dei pescatori nella medesima località. Altri 600 esemplari della medesima specie, avevano invece trovato la morte lungo una spiaggia indiana della Municipalità di Kendrapara, nel nord est di quel Paese. Era il febbraio del 2019. La tartaruga olivacea (Lepidochelys olivacea) con un carapace color verde oliva scuro che non supera i 75 cm ed un peso che sfiora i 50 kg, è da annoverarsi tra le tartarughe marine di minori dimensioni. La specie è classificata come "vulnerabile" dall'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura.

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