Nascono i "caschi blu" antibracconaggio: a formarli ci pensa la Scuola di alta formazione per specie protette

Nascono i "caschi blu" antibracconaggio: saranno i vigilantes di boschi e riserve

di Laura Larcan

Qualcuno li chiama già i "caschi blu" degli animali. Saranno i "vigilantes" di boschi e riserve, capaci di rilevare tracce e trappole, captare odori, interagire con sostanze organiche e inorganiche. Un corpo speciale di "supereroi" degli animali a rischio estinzione. A prepararli nella missione, la nuova Scuola di Alta Formazione fondata proprio per salvare le specie dal bracconaggio. Un'operazione ambiziosa che vede fianco a fianco l'Arma dei Carabinieri, Legambiente in sinergia con l'Ente Nazionale per la Cinofilia Italiana e la Federazione Italiana Parchi e Riserve naturali. Il fenomeno del bracconaggio, d'altronde, ha raggiunto un tale livello di diffusione in Italia da mettere a serio rischio la sopravvivenza di specie come il lupo. Dati alla mano, ogni giorno le Forze dell'ordine registrano 20 infrazioni, 16,5 persone denunciate e 6,9 sequestri per questi reati. 

Per il lupo, in special modo, il bracconaggio rappresentata la principale minaccia di morte: secondo le stime di Ispra e degli esperti del settore, ogni anno in Italia muoiono per cause antropiche tra i 250 e i 300 lupi, di cui circa la metà per bracconaggio (uccisi da armi da fuoco, avvelenati, colpiti da tagliole o lacci), mentre il restante 50% a causa di incidenti con auto o treni o per patologie trasmesse da animali domestici. Non va meglio per i rapaci, che sembrano essere le prede preferite dai bracconieri delle regioni del Sud, mentre i piccoli uccelli vengono spesso catturati dalle reti poste illegalmente nei boschi del Nord Italia. Per non parlare dei caprioli, dei cervi e di tutti gli ungulati che sono vittime ambite dai cacciatori di frodo. Insomma, un punto di non ritorno per gli animali di boschi, parchi e riserve. 

Parte così il primo corso nazionale qualificato per conduttori cinofili, per la realizzazione delle prime Unità cinofile
italiane antibracconaggio specializzate in tracking (rilevare e seguire la traccia sul terreno), trailing (rilevare e seguire il cono d'odore in aria) e detection (ricercare e rilevare sostanze organiche e inorganiche), integrate in pool di vigilanza volontaria. Sulla scorta delle esperienze e delle tecniche adottate con successo all'estero per il contrasto del bracconaggio di specie animali selvatiche, come l'elefante e il rinoceronte in Africa, la scuola di
alta formazione antibracconaggio, in stretta sinergia con le forze di polizia, coinvolgerà le professionalità cinofile dell'Enci e del contrasto al bracconaggio di Legambiente operanti nelle diverse regioni italiane.

Il progetto partirà il 25 gennaio con il primo corso residenziale presso il centro Il girasole di Rispescia (Gr), e si concluderà a novembre 2018. Al termine della formazione, realizzata con lezioni frontali e molte attività pratiche sul campo, si terranno le prove d'esame per il rilascio dei diplomi di Alta formazione antibracconaggio, con apposito patentino identificativo e inserimento nel Registro nazionale delle Unità cinofile specializzate. Un ruolo formativo importante sarà svolto dalle esperienze italiane migliori, maturate in seno all'Arma dei Carabinieri e all'Enci, ed estere, come quelle a difesa della fauna selvatica sviluppate dal Scent Imprint for Dogs in Hoofddorp in Olanda
e dal Wildlife Conservation Society in Tanzania.

Tra i docenti: Roberta Bottaro, addestratore Enci, istruttrice di mantrailing (cani per ricerca di persone) per l'International bloodhound training istitute (Usa), di detection (cani per ricerca sostanze) in Belgio e di Scent imprinting for dogs in Olanda; Patrick d'Artois, istruttore cinofilo in ambito aeroportuale (Belgio) e responsabile della formazione di unità cinofile per forze di polizia, addestratore di cani da soccorso per la ricerca delle persone anche tra le macerie; Tobias Gustavsson, collaboratore dello Scandinavian working dog istitute per la formazione di agenzie di professionisti cinofili, docente di corsi sul comportamento del cane in Europa e Stati Uniti e Louise Wilson, esperta di cani per la detection di esplosivi, armi, droga, valuta e resti umani, specializzata in monitoraggio faunistico ambientale con esperienze in Usa, South Africa, Botswana, Mozambico, Tanzania, Gabon.
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Venerdì 19 Gennaio 2018, 10:35






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2 di 2 commenti presenti
2018-01-20 17:53:35
Resta solo da chiarire alcune cose fondamentali: questi rambo antibracconaggio saranno solo dei volontari non pagati?, ed avranno poi la qualifica di agenti di P.G. o solo quella di pubblici ufficiali?. Se saranno solo volontari e non anche agenti di P.G., la cosa durà ben poco.
2018-01-19 19:57:02
... l'inquinamento, la distruzione degli habitat ma e soprattutto la bomba demografica portano al genocidio.. allo stato è impossibile salvare gli animali senza " ridurre " l'uomo e le sue esigenze di rapina.. l'unico casco utile in tal senso è quello del ( omissis ) da ex basco verde.....