Megalodonte, dente gigante riaffiora dagli abissi: l'incredibile ritrovamento nell'oceano

Venerdì 7 Ottobre 2022
Megalodonte, dente gigante riaffiora dagli abissi: l'incredibile ritrovamento nell'oceano

Un dente gigante è stato trovato sui fondali dell'oceano nel Pacifico centrale. Si ritiene che il dente, fossilizzatosi perfettamente a 3mila metri di profondità, appartenesse a un Megalodonte, uno dei più grandi predatori marini mai vissuti sul nostro pianeta.

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La scoperta

Il dente è stato identificato da Katie Kelley e Rebecca Robinson, professoresse di oceanografia all'Università del Rhode Island, che ora stanno conducendo ulteriori test per confermare la loro scoperta. Il ritrovamento risale a questa estate quando le due studiose hanno effettuato una spedizione dell'Ocean Exploration Trust al Pacific Remote Islands Marine National Monument, che si estende per oltre 72 chilometri quadrati. La scoperta è stata svelata mercoledì 5 ottobre sulla loro pagina Facebook dal nome Nautilus Live.

Primo reperto dell'area

«Il dente mi sembra molto simile a un dente di Megalodonte per dimensioni e dentellature», ha detto a Newsweek Jack Cooper, ricercatore in paleobiologia presso la Swansea University nel Regno Unito. «Per quanto ne so, questo è il primo dente trovato in quest'area, o almeno il primo pubblicamente documentato. Se è vero, questo estende la portata del megalodonte anche più di quanto si pensasse inizialmente».

I fossili

I fossili di Megalodonte sono stati trovati in tutto il mondo, con i primi risalenti a quasi 23 milioni di anni. «Alcune aree ha riportato alla luce un'elevata abbondanza di denti da Megalodonte come ad esempio la Carolina del Nord e del Sud, la Bassa California, il Maryland e il Perù», ha affermato Cooper. «Ciò che è particolarmente interessante è la posizione remota del ritrovamento, rispetto agli habitat generalmente costieri in cui si trovano i denti di Megalodonte. Questo mi suggerisce che lo squalo preistorico potrebbe essere migrato attraverso l'oceano quando ha perso quel dente».

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