Allarme Wwf per il leone: solo 20mila esemplari al mondo in natura

Giovedì 13 Maggio 2021
Allarme Wwf per il leone: solo 20mila esemplari al mondo in natura

Il Wwf lancia un S.o.s. per il leone, la cui sopravvivenza in natura è messa a rischio anche dalla pandemia. «Degrado degli habitat naturali, bracconaggio e commercio illegale ci stanno portando via il leone africano (Panthera leo), predatore ai vertici della catena alimentare, la cui presenza non solo è necessaria per la salute dei sistemi naturali, ma sostiene le economie dei Paesi e produce notevoli benefici per le comunità locali attraverso le attività legate al turismo», è l'allarme lanciato dal Wwf insieme al progetto 'Sos Leone' per raddoppiare il numero dei leoni entro il 2050.

Oggi i leoni selvatici al mondo sono solo 20mila (in 100 anni è crollata del 90% la popolazione di leoni in Africa) e fra le cause che mettono a rischio il loro futuro si è aggiunta «la pandemia da Covid-19, minaccia senza precedenti che ha avuto conseguenze significative su tutte le attività svolte nelle aree protette, aggravate dalla cronica mancanza di personale». A mostrarlo - ricorda il Wwf - la recente indagine condotta in 19 Paesi dell'Africa da Iucn, World Commission on Protected Areas, in collaborazione con l'African Wildlife Foundation, che ha analizzato gli impatti su attività di base svolte normalmente nelle aree protette: dagli interventi di tutela della biodiversità alle operazioni necessarie a garantire la sicurezza di questi territori, dalla attività economiche in grado di generare introiti, alla collaborazione con gli stakeholders e le comunità locali.

L'indagine ha anche evidenziato come la pandemia abbia il potenziale di annullare i successi di conservazione già conseguiti negli anni: il Covid-19 ha fatto crollare le risorse finanziare, mostrando la quasi totale dipendenza degli introiti a sostegno delle aree protette dai turisti provenienti da paesi esteri. «In assenza di misure efficaci e di progetti di conservazione dedicati i leoni diminuiranno di un ulteriore 50% nei prossimi due decenni in Africa occidentale, centrale e orientale», avverte il Wwf che per salvare questa straordinaria specie dall'estinzione lancia il progetto 'Sos Leonè: dal 9 al 23 maggio ogni donazione al 45585 con Sms o chiamata da rete fissa sosterrà il programma globale per salvare i grandi felini del pianeta con l'obiettivo di raddoppiare entro il 2050 il numero dei leoni che vivono in natura, invertendo una tendenza che rischia di portarli verso l'estinzione.

Un'area in cui la pandemia esercita un peso fortissimo sul futuro dei leoni è quella di Soknot (acronimo di Southern Kenya - Northern Tanzania), a cavallo fra Kenya e Tanzania, che custodisce una delle più grandi popolazioni di leoni e i parchi nazionali più famosi nel mondo per questo grande felino come il Masai Mara, Amboseli, Kilimangiaro e Serengeti. La mancanza di turisti provocata dalla pandemia sta determinando una situazione di grave crisi: sia per mancanza di fondi sia per la riduzione dei controlli. Soknot è il più importante fra gli 8 territori prioritari selezionati dal Wwf per raddoppiare il numero dei leoni in Africa entro il 2050. 

Ultimo aggiornamento: 14 Maggio, 09:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA