La gorilla e il suo papà umano, un abbraccio per dirsi addio: «Orgoglioso di dire che è stata mia amica»

Andre salvo Ndakasi 14 anni fa in Congo. Poi l'ha cresciuta come una figlia.

Giovedì 7 Ottobre 2021 di Anna Guaita
La gorilla e il suo papà umano, un abbraccio per dirsi addio: «Orgoglioso di dire che è stata mia amica»

Come due vecchi amici, uniti da un profondo affetto fino all'ultimo momento. Ndakasi si è spenta posando il capo sul petto di Andre, la persona che per 14 anni si era curata di lei ed era diventata compagna di giochi e amica. La gorilla Ndakasi era stata salvata nel 2007, nella foresta congolese, l'avevano trovata dei militari sulle tracce di una milizia di ribelli. Era aggrappata al seno della mamma uccisa come cacciagione, forse dagli stessi ribelli. Aveva solo due mesi, era fragile, e insieme a un'altra piccola gorilla, Ndeze, anche lei rimasta orfana, fu portata al parco nazionale Virunga per essere curata, ed eventualmente rimessa in libertà.

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TROPPO FRAGILI
Ma la piccolina e la sua compagna erano troppo fragili, avevano sofferto uno shock terribile vedendo le proprie madri e il resto della famiglia massacrate per la loro carne, e non sono mai riuscite a recuperare la forza necessaria perché gli amministratori del parco nazionale potessero rimetterle in libertà. Andre Bauma, il curatore che la prese in consegna la stessa notte del suo arrivo, dovette per settimane tenerla stretta fra le braccia, proprio come un bambino, per darle calore e affetto.
E così Ndakasi e Ndeze sono cresciute tra gli umani, e ne sono diventate amiche. In un certo senso, come ha raccontato Andre, il suo curatore, le due gorille hanno aiutato gli umani «ad essere ancora più umani». Ndakasi soprattutto sembra che avesse un'innata allegria, un buon senso dell'umorismo e una grande capacità di comunicare, non è un caso che il suo nome significasse «felice di dare il benvenuto».
Andre ha spiegato: «La sua natura dolce e la sua intelligenza mi hanno aiutato a comprendere il rapporto profondo che c'è fra gli umani e le grandi scimmie, e perché dovremmo fare tutto ciò che è in nostro potere per proteggerle». Dopo la morte della gorilla, lo scorso 26 settembre, Andre ha scritto: «Sono orgoglioso di poter dire che Ndakasi è stata mia amica. Le ho voluto bene come si vuol bene a un bambino, e la sua personalità allegra mi ha fatto sorridere ogni volta che la vedevo».


Ndakasi si divertiva soprattutto a fare e a ricevere il solletico, si appassionava a guardare fotografie e fare fotografie, tant'è che è diventata famosa nel 2019 per una foto in cui compare insieme all'amica Ndazi e in cui sembra che sorridano tutte e due in modo ironico. Tanto Ndakasi era diventata famosa che ci sono gorilla nate in altri centri di protezione nel resto del mondo che sono state chiamate col suo nome. Grazie alla sua fama, è stato fatto anche un documentario per raccontare la sua storia e il coraggio degli individui che rischiano la vita per proteggere i gorilla nel parco di Virunga in Congo, uno degli ultimi parchi nazionali dove ancora esistano i gorilla della montagna.
Il luogo è pericoloso, tant'è che i rari turisti possono essere solo ammessi accompagnati da Ranger che hanno particolare esperienza della guerra nella giungla e accompagnati anche da cani da fiuto che siano in grado di recepire la presenza di una minaccia. Nel 2019 il parco dovette essere addirittura chiuso temporaneamente quando dei guerriglieri uccisero uno dei Ranger.


RISCHIO D'ESTINZIONE
C'è comunque da dire che proprio la popolarità di Ndakasi ha fatto sì che aiuti e finanziamenti internazionali siano arrivati per proteggere il parco e il numero di gorilla della montagna che nel 2007 era sceso a 720 adesso è risalito a 1063. Sono sempre pochi, e i gorilla rimangono nella lista degli animali a rischio di estinzione, ma c'è motivo per sperare in un continuo miglioramento.
Ndaksi si è spenta pacificamente, dopo una malattia prolungata che di colpo era peggiorata. Il suo amico e curatore, Andre, le è stato accanto tutto il tempo, molto spesso semplicemente per posarle un braccio intorno alle spalle mentre lei teneva la testa sul suo petto, per trarne conforto. Una gorilla dallo sguardo così dolente, un uomo che la consola in silenzio, un'immagine così profondamente umana, che la foto ha fatto il giro del mondo causando commozione ovunque.

Ultimo aggiornamento: 8 Ottobre, 01:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA