Influenza aviaria, abbattuti i cigni della Regina Elisabetta: «Bisogna fermare l'epidemia»

Sabato 22 Gennaio 2022 di Remo Sabatini
La Regina Elisabetta (Foto repertorio Ansa) e un cigno di Windsor (foto diffusa sui social da Swan Support)

«Ci rattrista dover comunicare che abbiamo recuperato due cigni morti del gruppo di Windsor. Entrambi, sono morti di influenza aviaria». Queste, le parole affidate ad un comunicato con il quale, giorni fa, Swan Support, la ong britannica che si occupa di recupero e salvaguardia dei cigni, aveva dato notizia dei primi casi di aviaria nell'area che insiste nel territorio di Windsor. Proprio a due passi dall'omonimo castello, rifugio prediletto della Regina Elisabetta in tempi di pandemia.

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D'altro canto, l'allarme legato alla influenza aviaria, era nell'aria da tempo. Tanto che, in diversi Paesi europei, aveva già significato l'uccisione di migliaia di polli e tacchini d'allevamento, con l'attenzione del Dipartimento dell'ambiente britannico che, a seguito di alcuni volatili rinvenuti morti nei primi giorni di gennaio, era stata innalzata ai massimi livelli. Bisognava evitare il propagarsi della epidemia. Da qui l'amara decisione di iniziare gli abbattimenti di alcuni esemplari di "cigni di Windsor" che, ad oggi, ha interessato ben 26 esemplari abbattuti presso lo Swan Lifeline, prestigioso rifugio di Windsor.

Elisabetta e il suo amore per i cigni

Un duro colpo per la Sovrana nota per il suo amore per i cigni, anche per il titolo che la Corona vanta da secoli: "Seigneur of the Swans". La Regina Elisabetta, infatti, è "Signora e padrona dei cigni" che vivono nel regno allo stato selvatico. Un titolo che oltre a darle il diritto di rivendicarne la proprietà, continua a significare protezione per questi elegantissimi uccelli. Anche e soprattutto per questo, la preoccupazione della Sovrana, costretta a permettere gli abbattimenti per evitare il propagarsi dell'epidemia, è palpabile. Questa volta, infatti, per proteggere I suoi amati cigni, si vede purtroppo costretta a sopprimerne alcuni.

Ultimo aggiornamento: 24 Gennaio, 20:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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