Paziente punta le forbici al collo dell’infermiere: continuano le aggressioni in pronto soccorso

L'allarme dei sindacati nei quattro presidi della provincia. "Servono maggiori controlli"

Mercoledì 20 Settembre 2023 di Maurizio Di Biagio
Paziente punta le forbici al collo dell infermiere: continuano le aggressioni in pronto soccorso

Proseguono in maniera molto preoccupante le aggressioni nei confronti di operatori sanitari nei quattro presidi provinciali della Asl. Presi di mira soprattutto pronto soccorso e ambulatori. La Fp Cgil denuncia l’ultima vicenda in ordine di tempo che si è verificato a Sant’Omero dove un paziente, evidentemente già in stato di alterazione, si è presentato al pronto soccorso e ha sfilato una forbice a un operatore sanitario puntandogliela al collo. Il sindacato chiede più presenza di vigilantes e forze dell’ordine.
I punti più critici sono diventati Atri e Giulianova, oltre che Teramo: ma la città ducale ora vanta la maglia nera - fa sapere Mauro Pettinaro della Fp Cgil – «ultimamente ha superato per pericolosità e numero di eventi gli altri pronto soccorso, dal momento che molti pescaresi, visto il numeroso afflusso in riva all’Adriatico, si rivolgono al vicino centro sanitario teramano. Una situazione peggiore di Giulianova, cui è stato tolto lo scettro della pericolosità, dove si sono registrati nel recente passato problemi soprattutto con persone di etnia Rom».

I TAGLI
Complice anche, per la Funzione pubblica, il taglio portato alla sanità: «Ben tre miliardi di euro nel 2023-2024 e 40 negli ultimi 5 anni, mentre il paese s’invecchia sempre più ed una struttura come la Rsa di bivio Bellocchio, ad esempio, ancora è chiusa, si prevedeva la sua riapertura per gennaio scorso, ora la si rimanda a febbraio 2024, con notevole perdita di posti di lavoro (circa 35) e con i posti letto che da 45 passano a 20, anche per far spazio agli uffici amministrativi, mentre a Teramo latitano ancora letti per Alzheimer e demenze senili».
Ritornando sul problema delle aggressioni a medici ed infermieri, Marco Di Marco (Fp Cgil) dichiara che «ormai l’utenza si dirige negli ospedali già con intenzioni malevoli, per via di note carenze del personale e per i tempi di attesa che si fanno sempre più lunghi: si riscontra sempre meno tolleranza.

Le aggressioni ci sono sempre state ma negli ultimi tempi sono in netto aumento».


PIÙ VIGILANTES
La Cgil segnala la scarsa presenza dei Vigilantes (benché il loro servizio sia passato da h16 a h24) che per contratto devono vigilare anche altri reparti e zone dell’ospedale, tralasciando per alcune ore punti nevralgici come pronto soccorso e qualche ambulatorio: «Quando invece - prosegue Di Marco - possono fungere da deterrente. A Giulianova poi c’è il problema dei due padiglioni Est e Ovest che allarga i campi di attenzione, qui si sono registrati atti indecorosi, alcuni operatori sono stati malmenati. Recentemente nei 4 presidi di sono perpetrati atti di vandalismo nei confronti di infermieri». Difatti, come ha già riferito Giuseppe De Zolt (Nursind) «il clima di minacce che si respira nei quattro presidi è molto pesante. Ci sono, ad esempio, infermieri che hanno paura di esporsi nel loro lavoro quotidiano, perché ci sono persone non proprio raccomandabili della zona che dicono che ti aspettano fuori dal parcheggio qualora il ricovero debba prendere una brutta piega, che ti minacciano insomma». «O aumentano i vigilantes», è il ragionamento finale della Fp, «oppure la polizia deve fare la sua comparsa nei 4 presidi».
 

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