Il medico Salvatore Misuraca, l'autostoppista dei mari: «Così ho girato il mondo in barca»

Mercoledì 21 Dicembre 2022 di Maurizio Di Biagio
Salvatore Misuraca, l'autostoppista dei mari: «Così ho girato il mondo in barca»

L'autostoppista dei mari, lo chiamano. A bordo di barche a vela nei porti dei Caraibi, o dell'Africa e di che capita. Solleva il suo pollice così da navigare il suo mondo fatto di onde e spuma bianca, di vele e sartie, di timoni e tolde. E di tanti strambi personaggi e di culture infinite e di isole e di ostelli. Questo ora fa Salvatore Misuraca  di Teramo, 30 anni, medico e rugbista come lo era suo padre Vincenzo. Questa è la sua filosofia di vita che vede un periodo dell'anno indaffarato nelle corsie dell'ospedale Mazzini e l'altro, incamerato il budget necessario, nei mari del Nord o in quella che sarà la sua prossima traversata del Pacifico.


Il suo primo viaggio è stato verso la Croazia, nel 2019, a bordo di una barca a vela in sostituzione di suo padre: «Qui è scoppiato l'amore profondo per la navigazione spiega Salvatore qui mi sono sentito tutt'uno col creato, con le stelle e col mare». Ora in poco tempo ha già come bagaglio di esperienza rotte per i mari del Nord, la traversata dell'Atlantico e altro ancora, per 8 mila miglia marine complessive.


Riesce a salire a bordo e far parte della ciurma in virtù della sua professione medica e della sua esperienza da marinaio: «Questa è la mia golden card». In una barca è sempre bene avvalersi delle sue competenze. Così da un ostello del porto può capitare che ai Caraibi chieda un passaggio e che puntualmente lo ottenga. Ora la sua prossima tappa è l'Australia: «Sto veleggiando verso Panama dal Messico, a bordo di una barca di ex ufficiale americano. Là troverò un passaggio che mi porterà dapprima nella Polinesia Francese poi a Sidney».

A Teramo, nella corsia, si sente in prigione, quel carcere che ha frequentato in qualità di medico. Dopo il suo primo e placido viaggio verso la Croazia il battesimo del fuoco l'ha ricevuto sul Mare del Nord: «Alla prima tempesta pensavo di morire, ho vomitato per due giorni nella toilette, guancia a guancia con una ragazza spagnola; faceva tanto freddo lì dalle parti del circolo polare artico». Poi a Las Palmas, nelle Canarie, ha lavorato in un ostello pur di attendere al porto il passaggio giusto per la sua prima traversata dell'Atlantico: è dovuto arrivare a Capoverde dove ha incontrato un americano folle per fare insieme 27 giorni di navigazione «con il cielo stellato sopra, i pesci volanti e il plancton luminoso sotto: la cosa più bella che abbia mai visto in tutta la mia vita».
Ha dormito nelle stalle, vicino a cavalli, ma anche su yacht di milionari svedesi su cui si stavano girando le puntate del grande fratello con ostriche e vino costoso. I genitori? «Mia mamma Cristina è spaventata e chiede che torni al più presto; con mio padre Enzo abbiamo raggiunto un equilibrio: lo chiamo ogni due giorni; l'unica che mi supporta è mia sorella Maria Vittoria».
 

Ultimo aggiornamento: 13:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA