Avezzano, il cane perso sul monte Livata attraversa l’Appennino

Domenica 12 Settembre 2021 di Manlio Biancone
Un pastore tedesco (foto di archivio)

Ritrovato dopo 40 giorni il cane andato via dalla villetta dove era in vacanza con i suoi padroni e ritrovato a 200 chilometri da casa. E’ questa la storia di Poldo, un pastore tedesco scomparso nel nulla da Monte Livata il 6 agosto e ora ritrovato nel canile di Sante Marie di Avezzano. Secondo quando riportato da Confine live il cane ha saltato il muretto del giardino di casa per poi scomparire nel nulla. La sua famiglia l’ha cercato ovunque e con ogni mezzo. Ma non c’è stato nulla da fare. Poi ieri la telefonata dei carabinieri che l’animale si trovava nel canile di Sante Marie. Era da un mese che veniva accudito dai titolari dove era stato portato da un signore che lo aveva visto aggirarsi senza una meta sulla Tiburtina nei pressi di Carsoli. Era molto timido e pur avendo il microchip non si riusciva ad individuare il proprietario a causa dell’attacco hacker al sistema della Regione Lazio che ha mandato in tilt il Ced che gestisce i dati sanitari e non solo. Solo qualche giorno fa è tornato a funzionare il sistema e allora finalmente è stata rintracciata la famiglia proprietaria del cane che è stata subito avvertita dai militari e così ha potuto riabbracciare l’animale. L’intera famiglia si era attivata alla ricerca di Poldo anche tramite facebook. Dopo la scomparsa aveva presentato una denuncia ai carabinieri del posto allegando foto e una precisa descrizione .Secondo il racconto della donna, che ha presentato le denuncia, tutta la storia è cominciata il 6 agosto scorso quando Poldo scavalca il recinto del giardino dove si trovava in vacanza e decide di allontanarsi cercando nuove avventure. Addirittura ha percorso decine di chilometri prima di arrivare nei pressi di Carsoli dove forse stanco e affamato si è sdraiato al bordo della Tiburtina Valeria. Qui è stato notato da un’automobilista di passaggio che ha chiesto l’intervento dei titolari del canile avendo notato il microchip al collare.

© RIPRODUZIONE RISERVATA