Torna l'orso Juan Carrito: scavalca la recinzione e si aggira per Scanno

Sabato 29 Maggio 2021 di Sonia Paglia
Torna l'orso Juan Carrito: scavalca la recinzione e si aggira per Scanno

L’orsacchiotto Juan Carrito, lascia la Marsica e torna nella Valle del Sagittario, dove ha vissuto per diverso tempo, fino allo svezzamento, insieme a mamma orsa Amarena e ai suo tre fratelli. E’ un territorio che conosce bene. Raggingibile attraverso la catena della Montagna Grande, percorrendo circa 30 chilometri e dove la madre gli ha insegnato che troverà cibo, facilmente reperibile. Il plantigrado è stato immortalato intorno alle ore 18, tra le vie del piccolo centro di Scanno, in provincia dell'Aquila, nelle vicinanze del cinema e del parcheggio coperto. Spettacolare la salita sulla scalinata di un’abitazione.


Così come l’arrampicata sull’inferiata in ferro. Fortunatamente, senza oltrepassarla. Del resto è figlio di Amarena, educato a cercare cibo, nelle immediatezze delle attività umane. E come tutti gli orsi, avendo una memoria formidabile, ricorda bene dove riesce a trovare le risorse alimentari facili e abbordabili, pur rischiano l’incontro con gli esseri umani. L’orsacchiotto è munito di radiocollare. Guardiaparco e carabinieri forestali, che monitorano i suoi spostamenti h24, lo hanno allontanato dal centro lacustre, verso la montagna, con azioni di dissuasione. Il commissario straordinario della Comunità montana Valle Peligna, Eustachio Gentile, auspica che l’ente Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, metta in campo progetti concreti a tutela dell’incolimità degli orsi e dei cittadini, ripristinando i punti di alimentazione esistenti, che in passato avrebbero prodotto ottimi risultati.

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«Sono 25 anni che gli orsi percorrono sempre lo stesso itineriario, manifestando le stesse abitudini, che peggiorano con il passare del tempo. Sono sempre più confidenti.- afferma Eustachio Gentile- Prima si vedevano soprattutto di notte, oggi in qualsiasi ora e non è esluso, che presto vedremo un orso nella piazza di Scanno. Va posto rimedio. Non si può più andare avanti in questo modo. Mentre prima rappresentava uno spettacolo della natura, che incuriosiva e divertiva. Ora si percepisce una forma di pericolo, sia per l’uomo che per l’animale stesso».

Ultimo aggiornamento: 30 Maggio, 12:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA