Coronavirus, Abruzzo verso zona rossa: maggioranza divisa su scuole. Sospiri: "Non si toccano"

Domenica 15 Novembre 2020 di Stefano Dascoli
Le scuole al tempo del Covid

L'AQUILA - La possibilità che l'Abruzzo possa decidere di chiudere le scuole di ogni ordine e grado, superando addirittura le restrizioni previste dal'ultimo decreto del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha spaccato la maggioranza di centrodestra in Abruzzo. La richiesta di una stretta ulteriore l'ha formulata, sebbene non all'unanimità, il Comitato tecnico scientifico regionale nel vertice che si è tenuto domenica pomeriggio. Il governatore, Marco Marsilio, utilizzerà la giornata di lunedì per chiamare in causa sindaci, ammininistratori, associazioni, categorie, sindacati, parti sociali. 

L'idea è quella di emanare un'ordinanza più restrittiva del Dpcm, aggiungendo alle prescrizioni previste per la "fascia rossa" la chiusura totale delle scuole. Se i tempi lo consentiranno già da martedì. 

Anticipando i tempi rispetto a un passaggio che viene considerato ineluttabile a livello nazionale nel monitoraggio di venerdì prossimo. Un modo per guadagnare qualche giorno e cercare di attenuare la curva del contagio.

In realtà, però, le posizioni sono ancora molto discordanti. Sulle scuole, in particolare, ma anche sulla possibilità di fermare anche il commercio, comparto già in grave crisi.

Nettissima la posizione del presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri: "Si chiude dove serve. Bisogna saper pesare le parole nei momenti difficili sapendo che chi non si espone e sta bello zitto mantiene la sua poltroncina, ma, ahimè io sono di un'altra pasta e visto che in questo mondo impazzito non si lascia modo di confrontarsi e si rilasciano dichiarazioni a carte non ancora firmate allora è giusto chiarirci un punto per volta . Il dpcm del Governo prevede in zona rossa che le scuole materne dell’infanzia fino alla prima media devono restare aperte e così deve essere. Se ci sono zone dell’ Abruzzo che hanno situazioni talmente emergenziali da non poter permettere neanche questo si chiudano lì".

"Sul tema di possibili ulteriori restrizioni in Abruzzo alcuna decisione è stata ancora assunta - ha detto l'assessore Guido Liris, FdI - È in corso un’attenta valutazione che sarà completata nella giornata di domani attraverso l’interlocuzione con sindaci, amministratori, categorie, associazioni e parti sociali. È possibile, però, che la Regione decida di operare una stretta decisa per contenere il contagio da coronavirus che oggi sta provocando grandi difficoltà a ospedali e sistema sanitario, integrando le disposizioni già previste dalle norme nazionali con altre di carattere locale. Nel dettaglio il Comitato tecnico scientifico regionale, a maggioranza, ritiene che oltre alle misure già previste dalla “fascia rossa”, si debba procedere anche a una chiusura totale dell’attività scolastica, per ogni ordine e grado. L’obiettivo della Regione è anticipare i tempi rispetto a scelte nazionali che oggi appaiono inevitabili, in modo tale da contribuire alla tutela della salute pubblica e provare a garantire una ripartenza quanto più ampia possibile, soprattutto in vista del periodo natalizio."

Il vice presidente della giunta, Emanuele Imprudente, ha parlato di scelte dolorose: "A volte si deve fare anche ciò che non si vuole fare, perché è giusto ed opportuno. Nessuno può sfuggire alle responsabilità, questi non sono momenti per fare giochi politici e propagandistici ma sono momenti in cui prendere posizione e anticipare scelte. L’Abruzzo deve essere zona rossa con chiusura scuole". 

Mauro Febbo, capogruppo di Forza Italia, dice invece che "il Cts Abruzzo ci chiede "zona rossa", credo che dai dati oggettivamente non se ne possa fare a meno, anzi se anticipiamo di qualche giorno rispetto a venerdì 20 potremo sperare in un Natale sereno e senza troppi danni, ma solo ed esclusivamente nel rispetto del Dpcm, nulla di più. Anzi attività di stimolo per avere ristori e controlli".

Ultimo aggiornamento: 23:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA