Hanno ricreato la filiera della seta
al 100% italiana: premiati a Bruxelles

PER APPROFONDIRE: bruxelles, filiera, nove, pove del grappa, premio, seta
Ideatori del progetto Rinascita Via Seta in Veneto in Regione

di Roberto Lazzarato

NOVE - Il progetto “La Rinascita della Via della Seta in Veneto” ha ottenuto un riconoscimento europeo, a Bruxelles, per la ricerca e l’innovazione. Gli ideatori del progetto Giampietro Zonta, titolare della D’orica di Nove e la moglie Daniela Raccanello, designer orafa, residenti a Pove del Grappa, in Valbrenta, sono stati ricevuti in Regione dal presidente Zaia e dall’assessora Marialuisa Coppola.



La concretizzazione del progetto nell’ottobre 2014 ha consentito la riproduzione, dopo più di 50 anni, della vera seta al 100% italiana, con cui sono stati realizzati degli esclusivi gioielli in seta e oro, presentati in anteprima ai mercati internazionali in occasione della mostra VicenzaOro.



Un successo dell’iniziativa imprenditoriale del territorio, che ha reso possibile “la ripresa della filiera della seta - ha spiegato Zonta, - grazie alla collaborazione tra la nostra azienda orafa, esportatrice del made in Italy nel mondo e alcune cooperative sociali venete, specializzate in gelsibachicoltura”. Tra l'altro per il territorio bassanese di tratta di un ritorno pensando ai grandi successi imprenditoriali dell'Ottocento nella zona di Rossano Veneto.



Tra le carte vincenti dell’innovativo progetto “il coinvolgimento e la messa in rete di figure professionali nel campo della bachicoltura ed esperti a livello europeo, tra i quali quelli di Veneto Agricoltura, azienda regionale per i settori agricolo, forestale e agro-alimentare”.



Della rete fanno parte, con l’azienda capofila vicentina D’orica, la cooperativa sociale agricola Campoverde, di Castelfranco Veneto, Ca’ Corniani, cooperativa agricola sociale, di Monfumo e il Cantiere della Provvidenza, cooperativa sociale onlus, di Belluno.



E’ stato ricostruito e riorganizzato l'intero ciclo della seta, dalla coltivazione del gelso (nutrimento esclusivo dei bachi da seta) all'allevamento dei bachi, dalla trasformazione del filato, alla creazione di preziosi manufatti, associando innovative metodologie di produzione all’antica tradizione dell’arte serica.



“Il progetto ha creato sinergie e opportunità commerciali a livello locale, ma le sue potenzialità stanno aprendo importanti prospettive di crescita e sviluppo. E’ un esempio di come le strategie di specializzazione intelligente siano in grado di promuovere, attraverso la creazione di reti e cluster - ha commentato l’assessora regionale, - crescita ed innovazione di qualità, utilizzando metodi di lavorazione innovativi senza tralasciare le antiche tradizioni”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lunedì 18 Maggio 2015, 09:48






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