I suoi panettoni nel mondo tutto l'anno
e li gusta pure Carlo d'Inghilterra

Martedì 3 Marzo 2015 di Andrea Lazzari
Dario Loison, pasticcere creativo di Costabissara vende in tutto il mondo. E ha aperto pure il museo dell'arte dolciaria

COSTABISSARA (Vicenza) - E’ il pasticcere artigiano italiano più amato in Francia, dove lo scorso settembre è stato insignito del premio Coq d’Or dalla prestigiosa Guide des Gourmands. E il suo panettone finisce ogni anno sul tavolo di Carlo d’Inghilterra grazie a Carlo Petrini, che glielo ha fatto apprezzare in occasione di una visita.

Dario Loison, classe 1962, è dal settembre del 1992 a capo dell’omonima dolciaria a Motta di Costabissara, che guida con la preziosa collaborazione della moglie Sonia Pilla, specialista nel design (sua la linea delle scatole in latta a tema artistico). “L’attività è stata avviata da mio nonno nel lontano 1934, ancor prima del 1938, come si pensava: lo attesta l’atto di acquisto di un forno per il pane, visto che al tempo i dolci erano qualche biscotto e nient’alto”.

Quali sono i vostri numeri attuali?

“Loison è una realtà con 25 persone e un fatturato di circa 7,5 milioni di euro all’anno, di cui il 45% all’estero, principalmente in Francia, il nostro primo mercato, davanti a Germania, Inghilterra, Stati Uniti ed Olanda. Facciamo bene anche in Svizzera e Austria, discretamente in Spagna, Belgio e in tutta l’Unione Europea, che rappresenta il 70 per cento di un export che si estende in tutti i continenti, comprese Oceania, Asia ed Africa”.

Come mai ha deciso di aprire un museo in un’ala dell’azienda?

“Per dare valore e concretezza alla nostra storia, ai luoghi dove siamo nati, ai mestieri di un tempo. Abbiamo trovato a Thiene delle macchine di fine Ottocento, mosse ancora da cinghie, senza motori, accessori, aromi di pasticceria, libri antichi”.

Lei è stato anche uno dei primi a investire sul web…

“Non c’è innovazione senza tradizione, e viceversa, perché bisogna adattarsi ai tempi. Sono stato uno dei primi in assoluto ad aprire il sito web nel 1996 e già in ottobre abbiamo fatto le prime vendite in Svezia e Giappone: 600 panettoni acquistati da una massaia per una cena di italiani e 100 pezzi da un gelataio sordomuto di Osaka per la sua bottega”.

Uno potrebbe pensare che voi lavorate solo da Natale a Pasqua ed invece lei ha creato l’Insolito panettone…

“Siccome ci sono mercati dove, non avendo la cultura del panettone a Natale, lo mangiano tutto l’anno, come in Francia, dove lo abbinato al foie gras, e in Inghilterra, abbiamo intercettato questi frammenti di consumi continuativi che possono permetterci di produrre dodici mesi”.

Qual è il suo rapporto con il mondo della scuola?

“Sono appena venuti a farci visita gli studenti di un consorzio di università americane per conoscere il modello Loison, ma anche colleghi degli atenei di Vicenza, Verona e Venezia, dove mi reco anch’io. e allievi delle professionali”.

Non le sta un po’ stretta Motta?

“Se fossi nato a Milano, sarei diventato grande solo nel mercato locale. Invece, grazie al fatto di essere delocalizzato in una piccola frazione a 200 chilometri, con gli stessi sforzi faccio numeri in tutto il mondo, tanto che per me è più facile vendere nel Nord Europa piuttosto che in Sicilia”.

Ultimo aggiornamento: 4 Marzo, 17:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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