Per diversi decenni è stato solo un nome storpiato, sepolto tra le carte dei

Per diversi decenni è stato solo un nome storpiato, sepolto tra le carte dei fascicoli processuali, poi, qualche anno fa si riuscì finalmente a risalire alla sua identità. E ora, nel 70. anniversario delle impiccagioni di Bassano, è possibile conoscere il volto dell'ufficiale delle S.S. presente nella caserma Montegrappa che sovrintese alle operazioni di morte.
Si tratta dell'allora SS-Obersturmführer (tenente) Herbert Andorfer, nato a Linz, in Austria, nel 1911.
Prima di arrivare ai piedi del Grappa aveva operato a Belgrado nel 1942 in qualità di comandante del campo di concentramento per ebrei, successivamente con il reparto a lui intitolato incaricato della repressione della bande partigiane, il “Bandenbekämpfungskommando Andorfer”, era stato impiegato in azioni di controguerriglia in Liguria, in Emilia (dove s'era guadagnato una croce di ferro di II classe) e nelle Marche. Proprio in questa regione, e precisamente a Macerata dove il “Kommando Andorfer” era di stanza sul finire della primavera del 1944, venne trucidato il comandante provinciale dei carabinieri Pasquale Infelisi, maggiore della Benemerita.
Grazie alle ricerche del giornalista Maurizio Verdenelli, pubblicate sul periodico “Cronache maceratesi”, è possibile conoscere le sembianze dell'ufficiale tedesco a capo del reparto mobile destinato alla repressione del fenomeno partigiano che operò in lungo e in largo nella penisola.
La foto reperita da Verdenelli ritrae il tenente Andorfer assieme ad altri due graduati, a una donna e a un cane pastore tedesco. L'immagine era conservata nell'incartamento delle indagini relative all'uccisione del maggiore Infelisi. L'istruttoria, relativa a questi fatti, riaperta a seguito del rinvenimento della documentazione conservata nel cosiddetto “Armadio della vergogna”, si è conclusa nel 2006 con l'assoluzione dell'imputato Emil Schreiber, vice di Andorfer.
I personaggi in divisa presenti nella foto indossano l'uniforme delle Schutz Staffeln. Sui copricapi si riconosce la testa di morto con le tibie incrociate, tipico emblema delle S.S.
Sulla sorte di Andorfer è utile mettere un punto fermo dopo che nei testi storici le informazioni riportate circa la sua fine sono state a lungo contraddittorie. Inizialmente era stato scritto che l'uomo sarebbe deceduto a Bad Goisern nel 2004; successivamente, all'inizio del 2008, sembrava fosse ancora in vita tanto che contro di lui era stata sporta denuncia per i fatti di Bassano. La pagina dell'enciclopedia online Wikipedia data la morte a un arco temporale compreso tra il 2007 e il 2008.
Il trapasso in realtà avvenne ad Anif, cittadina austriaca vicino a Salisburgo che, detto per inciso, dista meno di cinque ore di auto da Bassano del Grappa. Andorfer spirò alla veneranda età di 92 anni, il 17 ottobre 2003, alle 14.30. Luogo del decesso indicato nell'atto di morte è Pfarrhofweg n. 3, indirizzo che corrisponde alla casa di riposo del paese che conta poco più di 4.000 anime.
Ancora nel 1993 Andorfer aveva risposto alle domande di uno storico austriaco sul periodo trascorso a Belgrado e due anni prima venne pubblicato in Italia un libro con le note relative al suo libro paga, dove erano riportati i luoghi in cui aveva prestato servizio. Ma gli storici, come la magistratura italiana, approfondirono le ricerche nei suoi riguardi quando ormai era deceduto.
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Domenica 14 Settembre 2014, 05:11






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