L'ombra delle molestie gay E quel coltello sempre in tasca

Sabato 22 Novembre 2014

Hussain Musharraif, bengalese di 36 anni, è l'uomo che ha tolto la vita a Samir Gouaem sul piazzale della stazione di Santa Lucia. Hussain, o come lo chiamavano i colleghi velocemente "Usen" era arrivato a Venezia questa estate e faceva due lavori, in cantiere al mattino e portabagagli al pomeriggio e sera. Se entrambe le attività fossero state regolari, gli altri porter se lo chiedevano spesso.
A detta dei colleghi di Santa Lucia il bengalese era un gran lavoratore "matto de schei" ma anche una testa calda che si infervorava facilmente, forse a causa della troppa stanchezza. Lo straniero non era nuovo ad episodi di violenza e a raccontare un episodio è uno dei portabagagli italiani che preferisce rimanere anonimo. «Quando Musharraif ha iniziato a lavorare con il carretto, questa estate, non si è integrato come suo cognato e come gli altri porter bengalesi. Si comportava come un piccolo "boss" e ha iniziato a rubarci il lavoro in modo scorretto. Gli alberghi mi chiamavano per servizi ma quando arrivavo sul posto per le valige dei clienti mi dicevano che si era già presentato lui fingendo di essere quello che era stato chiamato». Una storia che si è ripetuta per tre o quattro volte, racconta l'italiano, finchè si è arrivati allo scontro diretto. «Durante la lite mi ha morso un braccio strappandomi un pezzo del tatuaggio - racconta l'uomo mostrando la cicatrice visibile, avrei dovuto esporre denuncia, ma tanto sarebbe inutile, ti denunciano anche loro». Tra bancherelle e negozi, all'indomani dell'omicidio, correva la voce che lo scontro fosse nato per una stupidaggine come una sigaretta non ceduta, ma il portabagagli italiano scuote la testa. «Si dice che le motivazioni dell'accoltellamento fossero di natura sessuale. Uno zingaro alcuni mesi fa ci ha raccontato di aver ricevuto 20 euro dal bengalese per una prestazione omosessuale ma si è poi rifiutato tenendosi il denaro senza però concedergli il rapporto, motivo per cui, quella volta, sono arrivati alle mani. Non escludo che alla base della furibonda lite di mercoledì sera possa esserci un movente simile». Che si tratti di malignità o realtà, su come sono andati i fatti «Potrà far luce solo quella - afferma un giovane porter tunisino indicando la telecamera del piazzale di Santa Lucia - ma al di là dei motivi che comunque non giustificherebbero un simile gesto, era normale che girasse con un coltello in tasca»?.
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