"Com'era dolce l'inferno", lo scrittore padovano Bovo torna in libreria

Marco Bovo, scrittore padovano: un'altra volta, negli scaffali delle librerie con l'ultimo romanzo "Com'era dolce l'inferno" (Leone editore).
Una lettura piacevole, un thriller "di casa", pacato come l'autore, godibile dalla prima all'ultima pagina, perché la suspence fa rimanere il lettore col fiato sospeso per sapere come andrà a finire.
A capo di una squadra dell'antiterrorismo, anche in questo secondo romanzo, ritorna l'ispettore Giansanti, sulle tracce di un giovane arabo che ha pensato bene di venire a Padova per compiere un attentato. A mettere Giansanti sulla strada giusta, ci ha pensato Gloria, un'infermiera milanese con una tragica vicenda alle spalle. Per vedere più chiaro nella sua vita, Gloria decide di partire per Kandahar, come volontaria e da qui, inizia un'avventura tutta in salita.
Da Milano al Medioriente a Padova, Bovo si sposta con disinvoltura: sembra di casa, sia che parli delle piazze milanesi, delle vie padovane, delle strade afghane. Lo scrittore si diverte e si sente: anche se narra fatti crudi e tragici, la sottile levità della sua scrittura non appesantisce il fardello della storia, in cui si intrecciano storie, azioni, relazioni, sentimenti. La sua capacità di rimanere sospeso tra la cruda realtà ed il mondo migliore, che alla fine vince, lo avvicina a chi legge. Una bella prova di narrazione, formale e di contenuto.
Ines Thomas

Mercoledì 24 Dicembre 2014, 05:07






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