Briguglio cerca fondi per"Una nobile causa"

È da settembre, quando è stato presentato alla mostra del cinema di Venezia il teaser di "Una nobile causa", che il regista Emilio Briguglio e la casa di produzione Running Tv, entrambi padovani, cercano finanziamenti per iniziare a girare. Eppure i presupposti per un film di successo ci sono tutti: un cast di stelle (Giancarlo Giannini, Roberto Citran, Francesca Reggiani, Katia Ricciarelli), una storia avvincente, un argomento di scottante attualità. Già, perché "Una nobile causa" parla della ludopatia, «non solo un fenomeno sociale, ma una vera e propria malattia, che rende incapaci di resistere all'impulso di giocare d'azzardo o fare scommesse», secondo il sito del Ministero della salute. «La Regione Veneto, l'associazione culturale Cinema Giovane e alcuni soggetti privati ci hanno dato il loro sostegno», racconta Rebecca Basso di Running Tv. «Mi ha stupito il rifiuto da parte del Ministero dei Beni Culturali a concederci l'interesse culturale. È un problema molto attuale ma, allo stesso tempo, scomodo da affrontare». La politica stigmatizza, ma vota sgravi fiscali alle aziende che lavorano nel campo del gioco d'azzardo, e una candidata alla presidenza della Regione Veneto ha girato una puntata del proprio diario elettorale in un bar, con lo sfondo di una parete di slot machines alle quali per un attimo un bimbo cerca di giocare: «Non mi sembra molto edificante che un politico, di qualsiasi tendenza, presenti uno spot elettorale con un bimbo che gioca alla slot», puntualizza Briguglio. «Forse può dimostrare qualcosa? Ai posteri l'ardua sentenza». Dove manca il sostegno di sponsor e istituzioni, può arrivare quello del pubblico: «Abbiamo avviato una raccolta fondi online sul sito Produzionidalbasso.com che permette a chiunque di sostenere il film a partire da piccole quote che prevedono ricompense più svariate come l'invio gratuito del DVD del film, una giornata sul set con attori e professionisti all'opera, l'invito alla Premiere e molto altro ancora!», spiega Basso. Dietro al film, diverse storie vere, racconta Briguglio: «Quando cercavo location per il mio ultimo film "My name is Ernest" mi sono imbattuto in una stupenda tenuta vicino al mare Adriatico, che mi è stato detto essere stata persa al gioco e venduta più volte all'insaputa dei vari "proprietari" pretendenti. Una singolare truffa per pagare debiti derivanti, sembra, dalle perdite al casinò di uno degli illustri rampolli discendenti da un'antica casata veneziana. Ho letto molto sull'argomento e frequentato sedute di ludopatici, che, contrariamente a quello che credevo, hanno rivelato, pur nella loro tragicità e nell'intensa carica di umanità che trapelava, una vena comica che mi ha colpito positivamente. Da qui la scelta di girare una commedia». Inizio delle riprese? Risponde Basso: «Primavera inoltrata». Se la raccolta fondi funzionerà.

Domenica 15 Febbraio 2015, 05:02






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