Orsoni attacca il Pd: «Costretto
a lasciare da opportunisti e ipocriti»

Il sindaco Orsoni
dà le dimissioni
«Sono venute meno
le condizioni»
VENEZIA - Il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni si è dimesso. «Ho voluto dare un segno chiaro della mia lontananza dalla politica - ha detto Orsoni in conferenza stampa a Ca' Farsetti, sede del Comune - un segno che si è concretizzato prima con la revoca della Giunta, provvedimento che non riguarda l'operato amministrativo dei singoli assessori ma vuole significare che è venuto meno il rapporto fra la mia persona e la politica che mi ha sostenuto finora. Il punto è un altro: la chiara presa di distanza dalla politica. Successivamente ho rassegnato le mie dimissioni. Non sussistono le condizioni minime per il mantenimento dell'incarico. Come sapete per il momento non hanno effetto immediato, perché la legge prevede che abbiano effetto dopo 20 giorni, ma potrebbero essere anticipate da altri eventi».





Orsoni non ha nascosto la propria amarezza e ha aggiunto di essere pervenuto a questa decisione anche a causa delle «reazioni opportunistiche e ipocrite di singoli esponenti anche della maggioranza». Intanto Orsoni si è messo «a disposizione del consiglio per perfezionare gli atti urgenti». C'è infatti da approvare il conto consuntivo, atto obbligatorio per legge.



A 24 ore dall'annuncio che non si sarebbe fatto da parte, Orsoni ha preso atto che non ha più la maggioranza: dopo che ieri sera l'assessore ai servizi sociali, Tiziana Agostini del Pd, seguita dal consigliere delegato Sebastiano Bonzio (sEL), ha annunciato le sue dimissioni, oggi 24 consiglieri hanno chiesto un passo indietro al sindaco, al quale ieri sono stati revocati gli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta sul Mose.



La sfiducia. L'assessore Gianfranco Bettin e i due consiglieri di "In Comune", Beppe Caccia e Camilla Seibezzi, hanno chiesto al sindaco Giorgio Orsoni «un ultimo gesto di responsabilità verso la città: presentare lui stesso le dimissioni in modo da consentire che siano votati gli atti di bilancio utili ai cittadini». «L'emergere, finalmente alla luce, del fenomeno di vasta e profonda corruzione che ha condizionato almeno due decenni di vita economica, sociale e politica di Venezia e del Veneto - scrivono in una nota - chiude un'epoca, per la città e per il Paese. Per noi, che abbiamo combattuto questo fenomeno, denunciando da sempre il ruolo del Consorzio Venezia Nuova e le pressioni affaristiche che hanno portato all'approvazione dell'inutile e devastante progetto Mose, niente potrà né dovrà essere più come prima. Si deve aprire una stagione di autentico e profondo cambiamento, a partire dal rinnovamento del ceto e delle forze politiche coinvolte nelle inchieste. Questo vale anche per il Comune di Venezia, nonostante sia l'unica istituzione cui non venga contestato nelle inchieste un solo atto politico-amministrativo. L'esperienza della giunta Orsoni è per noi conclusa».



Chiedendo un atto di responsabilità, i tre firmatari della nota rilevano di aver «comunicato al sindaco di avere pronti i ventiquattro atti di dimissione dei consiglieri comunali di maggioranza, che comporterebbero lo scioglimento immediato del Consiglio».



Il rientro a casa. Dopo circa due ore passate negli uffici del municipio per adempiere alle procedure legate alle dimissioni, il sindaco di Venezia Giorgio Orsoni è uscito verso le 14 dal portone di Ca' Farsetti per raggiungere la propria abitazione situata sull'altra sponda del Canal Grande. Sorridente, in maniche di camicia, Orsoni non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione ai giornalisti che lo attendevano fuori dal portone, ed è salito a bordo di un motoscafo per compiere il breve tragitto acqueo verso casa. Sulla riva, qualche gruppetto di turisti, incuriosito dal dispiegamento di vigili urbani che hanno "sorvegliato" l'uscita del primo cittadino dagli uffici comunali.
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Venerdì 13 Giugno 2014, 11:36






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5 di 89 commenti presenti
2014-06-14 17:27:35
4 mesi orsono appropriata la scorta cordone dei vigili urbani per condurlo non a casa bensì in una casa circondariale. Ha patteggiato ,invece, una pena a 4 mesi tanto poco valgono i 500000 euro sottratti alle tasche dei cittadini.
2014-06-14 09:29:05
boscolo 47 E\' da tempo che lo scrivo.Liberare la marittima è un affare che riguarda qualche gruppo di speculatori pronti ad intervenire subito.La marittima è terreno edificabile percio\' si puo fare abitazioni,centri commerciali,parcheggi,alberghi, casino\',ecc.e le navi a Marghera su banchine abbandonate e tutto da costruire.Come vedi un grosso affare per pochi a danno della collettività.Con i politici corrotti che ci ritroviamo,ad appoggiare le balle della pericolosità,l\'inquinamento ecc.In ogni caso vorrebbero costruire un nuovo porto passeggeri,a Marghera o fuori del Mose.Con i tempi e le mazzette del sistema Italia.
2014-06-14 08:52:38
@ Renz Hai ragione e\' uno scandalo, purtroppo in Italia non si è ancora riusciti a fare una legge anti corruzione senza Berlusconi (che finora ha fatto ostruzionismo sul falso in bilancio) quindi ci ritroviamo che chi ruba milioni alla fine non paga. Se a questo aggiungi la voracità di personaggi come Orsoni Galan Brunetta ecc ecco spiegata la tangentopoli Veneta!
2014-06-14 06:59:20
orsoni sta cercando protezione dal PD , come detto siamo un paese di corrotti, e fanno bene affinché noi italiano non scendiamo in piazza , ma bisogna protestare con vigore non come dei quaquaraquà , o come dicono i sindacati , es : lunedì facciamo 4 ore di sciopero , ma cosa servono queste 4 ore a nulla , bisogna fare come nel 68 , allora si che otterremo qualcosa . e via i sindacati , che sono quelli che difendono i fannulloni e corrotti.
2014-06-13 23:29:39
Orsone vergognete vecio bavoso.