Tra le compagne, singulti poi il crollo
Chiara passata dal sonno alla morte

PER APPROFONDIRE: chiara, ciclista, morta
Chiara Pierobon (a destra) a una premiazione

di Francesco Coppola

SANTA MARIA DI SALA - Incredulità e sgomento ha destato la notizia della morte della 22enne Chiara Pierobon avvenuta nel primo pomeriggio di sabato in Germania mentre a bordo di un pulmino con la sua squadra ed i tecnici si stava trasferendo a Bochum (Renania Settentrionale) per partecipare domenica allo Sparkassen, Giro valido come prova di Coppa del Mondo.



Ieri in segno di lutto prima di dare il via alle gare ciclistiche programmate nel Veneto è stato osservato un minuto di raccoglimento dedicato al ricordo della giovanissima atleta che con la nazionale in settimana avrebbe dovuto partecipare ai Campionati Europei di Tartu (Estonia). La notizia, inoltre, ha profondamente scosso la comunità di Santa Maria di Sala che con il ciclismo ha un grande e profondo legame.



Tra i primi ad esprimere le condoglianze alla famiglia e ai dirigenti del sodalizio per il quale correva l'atleta, il Gs Top Girls Fassa Bortolo di Spresiano, sono stati i dirigenti della Federazione e tra loro i presidenti Renato Di Rocco, Raffaele Carlesso e Gianpietro Bonato. «È stato come vivere un brutto sogno che in pochi minuti si è trasformato in realtà» hanno raccontato alcune compagne di squadra particolarmente scosse dall'accaduto.



Il gruppo, secondo quanto si è appreso, dopo essersi fermato per il pranzo ed essersi riposato si è rimesso in macchina. Poco dopo Chiara si è addormentata; ad un certo punto avrebbe avuto due forti singulti che l'hanno spinta ad alzarsi, ma poi è subito crollata a terra. Immediati sono stati i soccorsi prestati dai compagni di viaggio, tra i quali i tecnici che avevano svolto corsi di primo soccorso. È stato subito chiesto l'intervento dei sanitari che nel giro di non più di tre minuti sono arrivati sul posto, seguiti poco dopo da un elisoccorso, ma nell'Ospedale di Ingolstadt è stata constatata la morte della ragazza causata da un sospetto male silente, l'embolia polmonare.





Ai genitori di Chiara che in serata erano giunti in ospedale era stata inizialmente negata la possibilità di poter vedere la figlia e soltanto ieri mattina, quasi di nascosto, lo hanno potuto fare.

«Sono in Germania - ha detto sconvolto Gianni Pierobon, papà di Chiara - ad accompagnare per l'ultima volta mia figlia».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lunedì 3 Agosto 2015, 08:30






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1 di 1 commenti presenti
2015-08-04 06:45:53
con tanta gente crudele che calpesta questa terra , perchè proprio una giovane vita viene m sottratta all'eftto dei suoi cari ? E' un'ingiustizia !!! Riflettiamoci .. la vita è un istante cerchiamo di godercela in buona armonia con tutti . Grazie