Legge Severino, il prefetto sospende
Orsoni dalla carica di sindaco
Chisso si dimette con un telegramma

PER APPROFONDIRE: arresti, chisso, galan, mose, orsoni, tangenti
Legge Severino,  il prefetto sospende  ​Orsoni dalla carica  di sindaco
VENEZIA - Giorgio Orsoni, posto ieri agli arresti domiciliari nell'ambito dell'inchiesta sul Mose, è stato sospeso dalla carica di sindaco di Venezia.

Lo ha deciso il prefetto, Domenico Cuttaia, sulla base dell'ordinanza ricevuta dalla Procura. La sospensione, ricorda la Prefettura, è un atto dovuto in base alla cosiddetta "legge Severino" nei confronti degli amministratori locali destinatari di misure coercitive in base agli artt.284, 285 e 286 del codice di procedura penale.

In base alle disposizioni contenute nel Testo Unico Enti locali, le funzioni attribuite al sindaco sono esercitate in via temporanea dal vicesindaco, Sandro Simionato.



Orsoni è indagato nell'inchiesta per un finanziamento illecito di 560 mila euro a sostegno della campagna elettorale per le comunali del 2010. L'ordinanza del Gip, che ieri ha fatto scattare i 35 arresti, è stata trasmessa dal Prefetto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per le valutazioni di competenza, considerando che la stessa "legge Severino" comporta la sospensione dalle cariche anche per altri due amministratori arrestati, l'assessore regionale alle infrastrutture Renato Chisso e il consigliere regionale Giampietro Marchese.



CHISSO E IL TELEGRAMMA

Renato Chisso non ha perso tempo: le sue dimissioni sono state annunciate con un telegramma inviato al protocollo della Regione:
«Rassegno con il presente le mie irrevocabili dimissioni dall'incarico», ha scritto l'ex assessore.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Giovedì 5 Giugno 2014, 13:41






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5 di 32 commenti presenti
2014-06-07 11:32:27
lapasoa e tanti altri cominciano a stufarsi dei sermoni di copia e incolla.
2014-06-06 09:58:44
2014-06-05 alle 22:23:34 da lapasoa Mi sembra che sia Lei a farneticare dal momento che io mi considero già fuori da questa repubblichetta delle banane che Lei continua a chiamare italia. A riprova di ciò, all\'atto del esito del referendum sull\'indipendenza ho persino spedito a Zaia la mia tessera elettorale ( e l\'ho pure scritto), non so se sono l\'unico o se tale iniziativa è stata seguita da altri commentatori di questo giornale on line. Quanto al non leggere le mie cavolate, non mi risulta alcun obbligo a suo carico, per cui io continuo a scriverle, e anche se la redazione le passa Lei non è obbligata a leggerle. Faccia come me guardi sempre chi è il commentatore, se le è simpatico lo legga, se gradisce interloquisca. Sia orgogliosa di essere italiana e appartenere a quella repubblichetta del malaffare, che presto in Veneto potrebbe verificarsi una specie di serrata del Maggior Consiglio, come nel 1297 e si auguri che il suo cognome sia di origini Venete altrimenti sarà Lei l\'intrusa.
2014-06-06 09:05:35
e ricordatevi... Che i veri cialtroni e ladri arrivano sempre da lontano!!!
2014-06-06 08:43:06
mah.. Che sia un prefetto nemmeno Veneto a decidere non va per niente bene,abbiamo un governatore che sia sua la responsabilità di chi deve governata Venezia.!
2014-06-06 07:34:51
un motivo in più per cambiare se dopo 150anni di Italia anche noi abbiamo una vera tangentopopi, allora è un motivo in più per restituire al Veneto un suo stato. L\'Italia ha contagiato con la mafia addirittura i \"potenti\" Stati Uniti d\'America, era ovvio che avrebbe esportato il proprio dolce stil novo anche in altre parti del mondo. Dare al Veneto un proprio sistema giuridico è un modo per tenere il nostro Paese un po\' più distante dal contagio tangentista.