Studente beve acqua e candeggina
per non farsi interrogare in classe

PER APPROFONDIRE: candeggina, studente, Udine
Una siringa e una bottiglia in una foto d'archivio
UDINE - Questa mattina, 31 gennaio, uno studente 19enne di Udine ha bevuto, in classe, una bottiglietta di acqua comprata al distributore automatico della sua scuola dopo averci iniettato dentro della candeggina con una siringa. Poi ha lamentato gravi dolori alla bocca e allo stomaco, mettendo tutti in allarme e facendo accorrere sul posto il 118. Visionando le telecamere di sorveglianza, i carabinieri hanno poi ricostruito quanto accaduto e hanno trovato, nell’armadietto del giovane, la siringa con la varechina. Il 19enne, che frequenta un istituto di Pasian di Prato, è stato denunciato per lesioni, simulazione di reato e procurato allarme. Adesso si trova in pronto soccorso in osservazione. Ha riportato ustioni alla bocca non gravi. Pare si sia comportato in questo modo per non essere interrogato o comunque per non restare in classe fino alla fine delle lezioni.



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Sabato 31 Gennaio 2015, 18:36






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5 di 10 commenti presenti
2015-02-02 11:10:18
non è un diritto Meglio non esserlo, problematici, incongruenti..ma chi fissa i parametri? Certi sostengono che la maturità si acquista sui 25 anni , e per fenomeni biologici cerebrali che non hanno a che fare con i limiti legali ( da 21 a 18..ma in altre società anche prima),si sperimenta fin dove ci si può spingere e si esclude al fine di trovare un certo carattere .L\'atteggiamento peggiore da parte degli educatori è ..non vedere e non intervenire ...Forse i giovani chiedono la strigliatina , purchè le lezioni vengano da persone autorevoli che danno l\'esempio e sanno dialogare.
2015-02-02 10:39:20
Per il commento inviato il 2015-02-01 alle 17:40:08 da agner Il guaio della nostra scuola sta proprio nel presunto diritto di essere incongruenti, impreparati, problematici. Quando questo diritto non era dichiarato, ma la sensibilità dell\'insegnante ne teneva conunque conto, le cose andavano decisamente meglio. Ora forti di tutti questi diritti, i ragazzi sono più fragili e imprepareti alla vita.
2015-02-01 17:40:08
certi....non tutti Ho scritto certi, non tutti..gli insegnanti.Può succedre che siano di \"ruolo \" dopo innumerevoli abilitazioni o al primo incarico o supplenza .La casistica è ampia e non credo si possa generalizzare.Sull\'ansia nella scuola sono stati scritti trattati da parte di psicologi dell\'università di Padova e del problema \"ansia\" si tratta in una rubrica a fianco. Il caso in questione richiederebbe altri elementi e l\'autolesionismo di un giovane forse nasconde difficoltà più complesse. Si dice che avrebbe dovuto sapere a che rischi sarebbe andato incontro.Allora come mai dopo tante campagne antidroga ed anti fumo ed antialcool..i giovani continuano?Invece di condannare meglio tentare di capire.Un dirigente scolastico che era aggiornatissimo diceva \"Nel dubbio ..sempre a favore dei giovani..che hanno tutto il diritto di essere incongruenti , impreparati, problematici...altrimenti se fossero perfetti sia come educazione che come preparazione , sicuri di se stessi potremmo chiudere baracca.\"
2015-02-01 16:53:32
Per il commento inviato il 2015-02-01 alle 14:22:19 da biancaneve2 Da genitori che hanno il cervello pereneemente sconnesso che figli ci possiamo aspettare? Comunque nella mia carriera di insegnante, oltre a queste tragiche situazioni, ho conosciuto anche genitori e alunni di tutto rilievo, speriamo in questi.
2015-02-01 14:22:19
ovviamente copla degli insegnanti.... Ma qualcuno collega il cervello prima di scriver??? Colpa degli insegnanti, naturalmente tutti cialtronifannullonirubastipendio....che non sanno gestire l\'ansia da prestazione dei poveri alunni di 19 anni, cioè di gente maggiorenne che la scuola superiore dovrebbe averla già finita. Una parolina sulla famiglia, no eh? O sulla responsabilità personale che a quell\'età ormai tutti dovrebbero assumermi? Stiamo \"allevando\" una generazione di fragilissimi nullafacenti che nuotano nell\'inettitudine e nell\'indifferenza, li stiamo accontentando e viziando: mi spaventano i risultati, questi saranno gli adulti di domani.